We're all gonna die! Lenny Bruce by Robert Crumb

We’re all gonna die!

We’re all gonna die! o, in italiano Moriremo tutti! era il grido che Lenny Bruce ripeteva, nelle sue performance comiche e rivoluzionarie a un tempo, durante la cosiddetta crisi missilistica di Cuba. La crisi missilistica iniziò il 14 ottobre 1962, quando Unione Sovietica e Stati Uniti d’America si fronteggiarono rischiando, in vari momenti, di arrivare alla guerra. Nel corso della guerra fredda, nessun momento è stato più grave e difficile di quei lunghi tredici giorni, in cui la gente di tutto il mondo – chi più chi meno – era convinta che un nuovo conflitto mondiale e nucleare sarebbe scoppiato. In questo periodo di epidemia, purtroppo ben più lungo di tredici giorni, il grido di Lenny mi viene spesso in mente.

Il vero Lenny Bruce nella sua performance poi chiamata “Bla bla bla” dopo l’arresto per oscenità

We’re all gonna die! Chi era Lenny Bruce

Definire Lenny Bruce semplicemente un comico sarebbe fortemente riduttivo. Ai suoi tempi veniva chiamato “infamous sick comic”, cioè il famigerato comico perverso; di lui si diceva “the sick humor of Lenny Bruce” e non credo che Lenny lo considerasse offensivo. La sua comicità, così simile alla musica jazz che lui amava moltissimo, era come una session in solitaria dove parlava, a ruota libera, di morale, politica, patriottismo, religione, razza, aborto, droghe; pur avendo aperto le porte ai comici che sarebbero venuti poi, a fine anni ’70, il suo sick humor era unico.

Lottò duramente contro la censura, per garantire la libertà di parola, e fu più volte arrestato per “oscenità”, a causa di parole come cocksucker usate durante i suoi show. Se mai è esistito un uomo che nel corso della sua breve vita è sempre andato in direzione ostinata e contraria, quell’uomo è certamente Lenny Bruce.

Lenny di Bob Fosse e Lenny secondo Albert Goldman

Noi che a quell’epoca non c’eravamo, abbiamo conosciuto Lenny Bruce grazie al film di Bob Fosse “Lenny” del 1974, interpretato da un grande Dustin Hoffman. Ma anche attraverso il libro di Albert Goldman “Ladies and Gentlemen – Lenny Bruce!!:

“Questo è stato il momento in cui un giovane comico oscuro ma in rapida ascesa di nome Lenny Bruce ha scelto di dare una delle più grandi esibizioni della sua carriera… Si immaginava un jazzista orale. Il suo ideale era di andarsene come Charlie Parker, prendere quel microfono in mano come un corno e soffiare, soffiare, soffiare tutto ciò che gli passava per la testa proprio mentre gli veniva in mente senza nulla di censurato, niente di tradotto, niente di mediato, finché era pura mente, pura testa che emetteva onde cerebrali come onde radio nelle teste di ogni uomo e donna seduti in quella vasta sala… Un punto in cui, come i praticanti della scrittura automatica, la sua lingua avrebbe superato la sua mente e avrebbe detto cose che non aveva intenzione di dire, cose che lo sorprendevano, lo deliziavano, lo facevano a pezzi, come se fosse uno spettatore della sua esibizione!”

We’re all gonna die! La “Bla bla bla” performance rifatta nel film “Lenny” con Dustin Hoffman

We’re all gonna die! raccontato da De Lillo

Per tornare al We’re all gonna die! devo invece citare un altro libro: “Underworld” di De Lillo, che, nel quinto capitolo dedicato a “frammenti degli anni cinquanta e sessanta” ci racconta il panico della nazione americana durante la crisi missilistica e la reazione del pubblico a quel “Moriremo tutti!” gridato da Lenny, un pubblico che non sa se ridere o piangere.

Da Underworld, di Don De Lillo:

22 ottobre 1962

Lenny rifece la battuta d’apertura, controllandone lo stile e il ritmo.

“Buonasera, concittadini.”

… Poi si produsse nel più stridulo dei falsetti:

“Moriremo tutti!”

Questo lo fece esplodere. Si piegò in due ridendo e sembrò che usasse il microfono come un contatore geiger, agitandolo sopra le assi del palcoscenico.

“Capito, ragazzi? JFK ha questa specie di uomo-toro russo che vuole misurarsi con lui, cazzo contro cazzo, e questo qui è uno con cui Jack non sa come comportarsi. Cosa dovrebbe dire? Mi sono scopato più debuttanti di te? Questo qui è un minatore, è uno che portava al pascolo gli animali a piedi nudi per un paio di copechi. È risaputo che ha infilato il pugno nel culo di una scrofa per fertilizzare il suo orto. Cosa dovrebbe dirgli Jack, una segretaria mi ha fatto una sega sull’ascensore della Casa Bianca? Questo è uno che caga con la porta aperta nelle occasioni ufficiali. Fa sesso con i suoi trofei di bowling.”

… E il pubblico pensava, quanto può essere reale la crisi se siamo qui in un club di Santa Monica Boulevard a spanciarci dalle risate?

“Moriremo tutti!”

… 24 ottobre 1962

…Ed ecco all’improvviso Lenny che senza nessuna presentazione, era scivolato sotto ai riflettori…

Poi si interruppe per dire: “Amatemi. È per questo che sono qui. Stasera come tutte le altre sere. Se smettete di amarmi io muoio.”

Questo non era uno dei suoi numeri. Il numero venne dopo…

“… Gesù è vissuto in Medio Oriente, fa Castro, e Gabriele dice, devi essere matto per dire stronzate del genere. Il ragazzo è napoletano. Parla con le mani. Era ebreo, dice Castro, se proprio vuoi sapere la verità. L’angelo dice, lo so che era ebreo. Un ebreo italiano. Esistono, giusto? E Castro dice, perché sto qui ad ascoltare queste idiozie? E l’angelo dice, vorresti dirmi che per tutta la vita ho creduto che Gesù ha trasformato l’acqua in vino a un matrimonio italiano e non è vero?”

… Poi si ricordò della battuta che ormai adorava. Quasi accovacciato sul palcoscenico, si mise l’impermeabile sopra la testa e si infilò il microfono praticamente in gola.

“Moriremo tutti!”

Sì, adorava questa frase… era debole e di cattivo gusto, vile e impotente, patetica ma in qualche modo anche nobile, un lungo, fragoroso grido di dolore e di pena, acuto e straziante e conteneva un elemento di dolce sfida.”

L’epidemia di Covid-19 e il grido di Lenny

Lenny Bruce, grande comico rivoluzionario e il suo grido We're all gonna die
We’re all gonna die! Lenny Bruce Photo by GEORGE KONIG/REX/Shutterstock

Ecco perché in questo periodo di epidemia, o guerra biologica che dir si voglia, periodo così difficile, surreale, ansiogeno, un po’ come se stessimo tutti aspettando Godot pur sapendo – la maggioranza di noi – che Godot alla fine non arriva, ecco perché continuo a pensare al We’re all gonna die! di Lenny Bruce, a quel grido di dolore straziante e di dolce sfida. Forse, in balcone, invece di cantare insieme l’inno italiano, dovremmo gridare:

Moriremo tutti! E poi ridere come matti, così come rideva il pubblico di Lenny.

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Giulia
Giulia
3 mesi fa

Meraviglioso, complimenti Sandra. Mi sento molto attratta da personaggi come Lenny e quest’articolo con i video mi ha proprio ‘appagata’

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