A mio figlio per i suoi 27 anni

Oggi, 7 gennaio 2021, mio figlio Emiliano compie 27 anni e visto che il regalo comprato per lui è in viaggio dalla lontana Hong Kong da circa due mesi (e io inizio a pensare che abbia fatto la stessa fine del Pequod) decido quindi di regalargli un articolo sulle gioie della maternità…

Emiliano 2010

La nascita.

Era una cazzo di notte buia e tempestosa, ma soprattutto gelida, ed ero grassa come due vacche unite in entanglement ma soprattutto stanca e volevo tanto andare a dormire, quando le acque, intorno alle 11 di sera, hanno deciso di rompersi.

“Che palle!” ho pensato e ho chiamato il ginecologo.

“Sarà più o meno di un bicchiere d’acqua?” mi domanda lui.

“Non lo so – gli rispondo – l’acqua è tutta nelle mutande e nei jeans da trippona, come potrei riuscire a misurarla, secondo te?”

“Vabbè, allora aspetta un po’, se esce altra acqua vai al Policlinico e ti fai ricoverare.” “E tu? Arrivi presto?” gli chiedo con ansia, e lui “Sì sì, tranquilla”. Praticamente in una botte di ferro.

Emiliano e Kimberly, 2009
Emiliano e Claudia, 2009

Mi addormento sul divano e mi sveglio alle 3 di notte in un lago.

“Cazzo! Cazzo! Cazzo! – mi lamento – dai, muoviti, devo andare a quel maledetto Policlinico” butto giù dal letto il padre di mio figlio che mi accompagna, abbandona all’ospedale e poi, già che è sveglio, se ne va in giro per Roma, senza una preoccupazione al mondo.

Le portantine come mi vedono pensano “Ecco la rompicoglioni che ci sveglia in piena notte” e forse me lo dicono anche, ma quando spiego loro che sto nuotando per non affogare nelle mie stesse acque, telefonano al piano di sopra, dicendo testualmente:

“Aho’, manna quarcuno che qui ce stà un sacco rotto.”

Il sacco rotto, cioè io, viene visitato da una ginecologa che avrà forse 13 anni, quindi vengo redirected verso l’allegro piano superiore, dove passo attraverso la stanza più terrificante che abbia mai visto in tutta la mia vita: la sala parto! The horror, the horror: c’è un’americana sdraiata sul letto che urla come la ragazzina dell’esorcista ma con accento californiano:

“Bastaaaaaa! Voglio tornari casaaaaa! Voglio tornari dietroooo!” e accanto a lei, tipo carabinieri, due infermiere. Una, quella che – lo giuro – sta lavorando a maglia, con calma estrema le dice “Eh no, ‘n se po’ torna’ ‘ndietro, fja bella”.

Emiliano al Tasso, 2010

Proseguo il cammino e arrivo alla sala monitoraggio, non prima di essere stata tosata come se fossi una pecora. Mi lasciano libera per qualche minuto e subito ne approfitto per fare amicizia con una tipa che ha appena abortito. Mi chiede se vado con lei in bagno a fumare una sigaretta e io accetto con gioia, ma mentre sto per andare un’infermiera mi acchiappa per il braccio, proprio dicendo:

“Ma ‘ndo vai?”

Emiliano a 4 anni.

L’estate la passa principalmente dalla nonna a Lavinio, e nella villetta accanto c’è un bambino con cui gioca. La madre del bambino, Giovanna, non è troppo simpatica: il genere bionda tanto perbene, voglio ma non posso o forse posso solo un po’. La sera lo vado a prendere, ed entro in casa loro appena in tempo per sentire l’amichetto di mio figlio che grida:

“Mamma! Emiliano mi ha detto vaffanculo!”

E Giovanna, la mamma del bambino:

“Ma Emiliano, chi è che ti ha insegnato queste brutte parole?”

Emiliano mi guarda per un attimo, quindi spalanca gli occhioni verdi e dice a Giovanna:

“Mamma, me l’ha insegnato mamma…”

Giovanna mi guarda e fa: “Ahahahah”. Io le rispondo: “Ahahahahah.”

Emiliano e Kimberley a Oslo, 2011

Emiliano a 8 anni.

Siamo in montagna, a Sestriere. Dopo aver sciato ci buttiamo sulla neve, aspettando che il papà di Emiliano ci porti da mangiare. Si avvicina un ragazzo, carino, e mi chiede una sigaretta. Gliela passo e si siede vicino a me. Inizia a chiacchierare, ma dopo un minuto Emiliano dice:

“Ma tu lo sai che mia madre è una vecchia?” Io rido e scuoto la testa, come per dire “non è vero, dai, è evidente che non sono una vecchia” e il ragazzo continua a chiacchierare.

Emiliano e gli Scarecrows, 2012
Emiliano e Axl, Roma 2012

Dopo altri due minuti riecco Emiliano:

“Ma tu lo sai che a mia madre puzzano le ascelle?”

Ecco, di fronte a questo che puoi fare? Non mi puzzano le ascelle, ma se dico che non è vero è peggio, diventa “excusatio non petita, accusatio manifesta” e quindi sorrido e spalanco le braccia, come per dire al ragazzo “Guarda, è meglio se te ne vai, perché lui non smetterà!”

Emiliano a Ravenna, 2018
Emiliano Laurea Magistrale, con Flavia, 2018
Emiliano alla Laurea di Samantha, 2019
Emiliano e Omar a Fiumicino, estate 2020
Emiliano sul Baltico con Omar, agosto 2020
Emiliano e Martina, ottobre 2020

Niente club dei 27

Ovviamente quanto sia figo mio figlio, quanto sia brillante, sensibile e poi schiavista, rompicoglioni, quanto sia geniale, affettuoso e diabolico, praticamente l’anticristo e bello, alto, e politicamente super scorretto e capricorno-capricorno, meravigliosamente anti-consumista e orribilmente mangiatore di carne e quanto sia stata fortunata con lui lo sanno tutti. Questa piccola storia non ha lo scopo di tesserne le lodi. È solo un modo per dirgli quello che gli ripeto sempre:

“Anche se tu andassi in giro a stuprare le vecchiette/i – per di più col covid in agguato – io ti amerei nello stesso identico immenso modo e anche adesso che sei grande, se qualcuno prova a farti del male io lo uccido”

E per finire, compiere 27 anni non significa entrare nel club. Per entrare nel club dei 27 devi prima essere una rockstar. Niente club dei 27, baby. Niente Kurt, Amy e company. Spero che il mondo possa meritarti. Tanti auguri, my love, figlio Poeta

da tua madre la Ladra

Emiliano per LietoColle
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