sleepwalking lucy

SLEEPWALKING E I MISTERI DI LUCY ASCHERS

Copertina del libro di Meg Wolitzer

Sleepwalker è un bel romanzo del 1985, scritto da Meg Wolitzer, in realtà meno minimalista – a mio parere – rispetto agli altri libri americani pubblicati nel medesimo periodo da giovani autori che ottennero subito un enorme successo: Less than zero e The rules of attraction di Bret Easton Ellis, Bright lights, Big city e Ransom di Jay Mc Inerney o quelli, ancora più minimal, come The lost language of cranes di David Leavitt, solo per citare i più famosi. In Sleepwalker ci sono diversi personaggi che incontriamo nel corso di vari periodi; le tre “Lady Death” studentesse di lingua inglese all’Università, così chiamate perché ognuna è innamorata di una poetessa che ha visto nella morte la sola via d’uscita da un mondo cui non sentiva di appartenere. Le tre poetesse sono Sylvia Plath, Anne Sexton e una biblio-poetessa fictional, creata da Meg Wolitzer: suicida a soli 24 anni, Lucy Ascher. Lucy dovrebbe essere la protagonista “fantasma” del libro, ma in verità Meg ci parla molto poco di lei. Più che parlarci della breve vita di Lucy decide di parlarci del prima e del dopo; il prima sono i genitori, Helen e Ray, di cui ci racconta molto: da quando si sono conosciuti al fidanzamento, al matrimonio, alla nascita di Lucy, unica figlia, e come sono riusciti, soprattutto alla grande forza di Helen, ad andare avanti dopo la morte di Lucy. Il dopo è Claire, la Lady-Death ammaliata dagli scritti di Lucy, ormai morta da anni. Pur di stare vicino a tutto ciò che le fa pensare e comprendere meglio Lucy, Claire riesce addirittura, con un trucchetto, ad abbandonare l’Università e a farsi assumere dagli Aschers – del tutto ignari – come cameriera. Altri personaggi su cui Wolitzer si sofferma sono Julian, il ragazzo innamoratissimo di Claire, che con estrema fatica cerca di riportarla a casa e agli studi facendole abbandonare casa Aschers. Poi le altre due lady-death, Naomi e Laura, e con eguale importanza, a parer mio, l’autrice ci parla delle spiagge, dei cestini, le panchine, i paesaggi, le villette graziose ma molto simili l’un l’altra, ci racconta di quegli ambienti middle-class, ma sempre un po’ malinconici e solitari delle aree poco distanti da New York. Di Lucy, volutamente, non sappiamo quasi nulla. Iniziamo a conoscerla quando ha già 12 anni e Meg si comporta nei suoi confronti quasi come avesse firmato una clausola su qualche contratto che le impedisca di farci sapere chi era – almeno in parte – Lucy Aschers e perché fosse così attratta dalla morte fin da adolescente.

Meg Wolitzer

Lucy Upgrade

Ho deciso di fare una prova, quindi, una sorta di laboratorio davvero “eretico”. Non so se la mia idea piacerebbe a Meg Wolitzer, ma immagino che non lo leggerà mai e quindi mi sento più sollevata. L’idea è quella di riprendere in mano il diario di Lucy “Sleepwalking”, con poesie, aforismi, perfino disegni che Lucy aveva creato nel corso di tanti anni e che Lucy avrebbe voluto tenere sempre e solo per se stessa. Dopo la sua morte i genitori l’avevano ritrovato e portato per un parere all’editore che aveva già pubblicato alcune poesie di Lucy. Si erano inaspettatamente ritrovati di fronte a una pubblicazione immediata che aveva venduto un gran numero di copie e reso Lucy famosa nella galassia degli artisti dell’epoca. So bene che il mistero in cui Meg avvolge la vita e la mente di Lucy per lei è voluto: ci racconta di una bambina di dodici anni che si rifiuta di parlare e che ritroviamo a 24 anni, suicida in un fiume. Oltre a questo, solo poche parole qua e là. Avevo la necessità di conoscere molto meglio la mente di Lucy, che percepivo parzialmente simile alla mia. Ho provato quindi ad entrare nell’animo di Lucy e possederlo, laddove la mancanza di notizie su Lucy bambina o giovane donna erano come grossi buchi nel terreno che andavano riempiti per la sicurezza di tutti. In ogni caso la mia narrazione non è mai in controtendenza con la vera Lucy creata da Meg ed è un lavoro che ho fatto con cervello, fantasia e amore. Se in qualche modo Meg dovesse riuscire a leggerlo, sperò proprio che mi perdonerà!

DEDICATO A MEG WOLITZER

Il romanzo Sleepwalking è di Meg Wolitzer.

Tutte le poesie sono di Sandra Azzaroni

I versi dell’Eneide, IV libro, sono di Virgilio. Quelli in italiano sono – ahimé – tradotti dalla sottoscritta

Tutte le parti in corsivo sono scritte da autori che vengono sempre indicati

Tutte le parti scritte non in corsivo sono mie.

Sleepwalking film ma non tratto da questo libro

Sleepwalking e i misteri di Lucy Aschers – Quando Lucy perse le parole (da Sleepwalking di Meg Wolitzer)

L’estate in cui Lucy Ascher smise di parlare, l’estate in cui le parole smisero di venir fuori, lei amava il pianto e i sussurri dei bambini nella notte. Ascoltava con attenzione, così come un cantante d’opera ascolterebbe un’aria difficile: sbigottita da quegli strambi suoni della gola che non riusciva ad emettere. Attorno a lei c’era rumore – bambini che soffocavano sullo scheletro di brutti sogni, la ragazza a un muro di distanza che urlava “Cazzo! Cazzo! Cazzo!” per tutta la notte.

Lei aveva perso la sua capacità di parlare; così, semplicemente. Dieci anni più tardi uscì con un uomo, Richard, la cui madre aveva avuto un ictus e ogni volta che il telefono suonava, lei diceva:” Per favore qualcuno può rispondere al campanile?” “Telefono” si era perso da qualche parte nella zona collassata della sua mente – perso per sempre, come un guanto o una scarpa. Perso, ma inesplicabilmente rimpiazzato, e questa era la differenza fra loro. Lucy non riusciva a rimpiazzare le sue parole. “C’era una conchiglia premuta nel mio orecchio, a tempo indefinito e il suono del mare mi terrorizzava. Io avevo dodici anni e un mattino mia madre mi trovò curva nella mia stanza, in ritardo per scuola, tremante. “Lucy – mi disse, mentre si asciugava le mani su uno strofinaccio – stai male, tesoro?” Ma io non potevo risponderle, quel rumore era troppo forte. Provai ad aprire la bocca come un patetico uccello appena uscito dall’uovo – la aprivo e la chiudevo, annaspando in cerca d’aria, annaspando in cerca di parole.”

“The Somnambulist” quadro di John Everett Millais

A 12 anni Lucy finì in una clinica psichiatrica (in parte da Sleepwalking)

Il tizio che si avvicinò al suo letto aveva un’aria molto sfacciata. Questa fu la prima cosa che notò Lucy. Non aveva camici quindi non era né un medico né un infermiere. Poteva avere trentacinque anni, aveva un bell’aspetto. Lucy spalancò gli occhi cercando di capire cosa voleva quell’uomo da lei.

“Io sono Reuben Levin. Tu sei quella che non parla, giusto?” Lui rise gentilmente. “Fa pensare a quegli orribili indovinelli che ti chiedono di capire quale uomo è il bugiardo. ‘A’ dice che non è il bugiardo. ‘B’ dice che A sta mentendo eccetera. Tu devi immaginare quale è l’uomo. Quindi io immagino che tu non mi rispondi o perché semplicemente non vuoi o perché davvero sei quella che non parla. Ho sentito un po’ di infermieri parlare di te, sempre che sia davvero te.”

Nella Terapia Occupazionale I bambini infilavano maccheroncini in lacci da collo, e Lucy iniziò ad apprezzare quel ritmo, il suono di un pezzo sopra un altro. Qualcuno si lamentava sul tavolo, una bambina di nove anni che aveva cercato di impiccarsi con una corda da salto nella sua camera a casa. Adesso era seduta senza aiuto, pasta cruda e pezzi di glitter sparpagliati di fronte a lei e mai toccati. Lucy guardò in alto e vide che Levin, in piedi accanto alla porta, la stava guardando. Anche Beverly, la terapista occupazionale, lo notò. “Salve, Mr. Levin,” disse “Posso fare qualcosa per lei? Vuole un altro laccio?” “No,” disse lui, una punta di sarcasmo nella sua voce “Ho ancora miglia* da fare. Sono venuto per chiacchierare con Lucy Ascher, se è possibile.” Beverly guardò dubbiosa, ma alla fine acconsentì che l’uomo potesse entrare per un pochino.

ancora miglia* da una famosa poesia di Robert FrostE molte miglia” dove dice “ma ho promesse da mantenere

e miglia da percorrere, prima di dormire,

e miglia da percorrere, prima di dormire.

The Sleepwalkers, film del 2016

Levin raccontò a Lucy che era un matematico, e risolvere enigmi matematici per lui era la vita stessa. Anche per Lucy  era così con le poesie e la scrittura in genere. Avrebbe voluto dirglielo ma le parole non le uscivano. Però riuscì a sorridere, con gli occhi sempre spalancati, e quando Levin vide che la bambina sorrideva scoppiò a ridere anche lui. Risero insieme, di cuore, senza un motivo al mondo, per alcuni minuti. Lucy pensò che avrebbe voluto prenderlo per mano e andare via con lui.

“Addio, ragazza senza parole – disse alla fine Levin – domani torno a trovarti.”

Lucy si sentì avvampare e pensò: “Saro’ mica innamorata? No, l’amore no. L’amore ti incastra, ti spalanca le porte dell’inferno. L’amore è peggio di una lama affilata nel fegato. E poi lui è un adulto, non mi lascerebbero mai andare via con lui.

Bisogna resistere alla vita. Bisogna resistere all’amore, ribadì a se stessa Lucy, ovviamente dentro di sé ma più e più volte.

Allora tirò fuori il suo diario dove, quando lo trovarono dopo morta, perfino Helen e Ray scoprirono qualcosa di difficilmente immaginabile: Lucy amava scrivere poesie e sonetti in italiano, lingua che parlava benissimo. La madre di Helen, italiana, era tornata in Italia quando il marito americano era morto, e da allora non si era più allontanata volentieri dall’Italia, ma tutti gli anni, d’estate, Lucy la raggiungeva per uno o due mesi, e invece di nuotare e prender sole, studiava la lingua italiana e i tanti modi di fare poesie in italiano. Quello che soprattutto l’incantava erano i sonetti italiani, così diversi dai sonetti inglesi e molto più complessi. Come uccellini nati in gabbie fatte di metrica e rime, li osservava con ansia in attesa di sentire i primi cinguettii.

Tutto il suo diario era scritto in parte in inglese in parte in italiano. In quel momento, soffocando per il dolore di un probabile amore sicuramente impossibile, prese la penna e scrisse il sonetto che un giorno avrebbe dato il titolo al suo libro, nonostante non fosse intenzionata a farlo mai leggere a nessuno.

Sleepwalking (sonetto italiano, abba, abba, cde, edc)

La notte ingoia tetti e sassi scuri

Onde di vento strozzano la terra

Dentro al silenzio il suono non ti afferra

Fulmini, tuoni, eco di tamburi

C’era una volta un letto fra due muri

Dove sognavo mostri sottoterra

Lingue in cantina e fuoco nella serra

Ragazzi color ambra e sessi duri

Ma il mio fantasma piange insieme al lupo

La luna è morta il cielo è ormai ghiacciato

Ora cammino sempre ad occhi chiusi

E i miei pensieri non son più confusi

Vivo nel sogno che mi ha attraversato

E che mi spinge in fondo a quel dirupo

Le parole escono

Levin sedette su uno degli alti, esili sgabelli. Levin indossava un costume da bagno marrone e Lucy notò quanto lunghe e slanciate fossero le sue gambe. “Non mi sono mai realmente presentato a te – disse lui – o almeno non in modo formale. Ti ho solo detto il mio nome, niente di più. Se fossimo in carcere, ti direi perché mi hanno arrestato, come ho visto fare in un famoso film sulla prigione. Ma qui non è poi così diverso, giusto? Voglio dire, tutti noi siamo qui per qualcosa. Comunque ti dirò che non sto pagando per questo. Si è scoperto che c’era tutto questo denaro da parte nell’università dove insegno – un fondo per aiutare i docenti della facoltà a pagare un’ospedalizzazione. L’ultima persona che ha usato quel denaro è stato tre anni fa. Cancro al colon. Lui ne ha usato solo il necessario per cinque settimane, e puoi praticamente immaginare il resto. Perciò io sto scontando la pena perché sono un disastro, perché chi tiene i conti ha puntato su di me – fece una pausa – immagino che suoni un po’ folle. Tu sei abbastanza giovane per capire di cosa sto parlando – quelle figure in cartone che tengono le mani alzate, e tu impari come sottrarre staccando le loro dita alle giunture, e poi impari come addizionare rimettendole al loro posto. Sono sicuro che le hai viste. Come un gioco accademico c’è un “omino dei conti” nel dipartimento di matematica della facoltà. La gente gli mette buffi cappelli o lo veste come una donna e gli mette un lampadario in testa e ci balla insieme al grande party di Natale e tutti ridono.”

Dead Asleep documentario by Hulu

Nel mio mondo muto anche i sogni erano senza voce – scrisse Lucy nel suo diario – popolati da personaggi che correvano intorno in silenzio e frenetici come i Keystone Kops. Un’infermiera mi ha acceso una luce negli occhi la scorsa notte, sbalzandomi via da uno di quei sogni. “Avevi i brividi” mi ha spiegato, tirandomi su la coperta fino alle spalle.”

Levin le aveva raccontato di questa nuova famiglia del Connecticut con un figlio. “Abbiamo una vita piuttosto buona” disse lui. “O almeno l’avevamo fino a poco fa. Jason ama il kindergarten, e Judith sembra piuttosto felice il più delle volte. Quella notte quando chiamò il mio amico Lew del dipartimento di matematica per farlo venire a parlare con me, penso che lei sapesse cosa stavo passando e che fosse davvero spaventata. Lei e Lew vennero nel mio studio, dove avevo agonizzato per dodici ore sui numeri, e Lew mi disse cosa stavo facendo a me stesso e che mi avrebbe aiutato. Disse che avrebbe coperto la mia lezione delle 9 in punto: al momento stavo insegnando gli “autovalori”, giusto?” Levin cercava di apparire superiore o comunque meno disturbato, e le sue parole vennero fuori più velocemente. “Judith mi chiese se mi serviva qualcosa per dormire, ed io dissi di sì, e lei mi diede qualcosa e poi tirò fuori il materasso dal divano-letto nello studio, perché non voleva che quella notte lasciassi la stanza. Questa è la parte orribile: tutto a un tratto Jason fece capolino attraverso la ringhiera delle scale; immagino che le voci l’abbiano svegliato, e Judith lo chiamò con voce davvero controllata: ‘Torna a letto, tesoro. Verrò subito a cantarti la nostra canzone sui mulini a vento.’ Allora mi resi conto che io non conoscevo quella canzone, e che ero stato un padre e marito negligente, e che mia moglie e mio figlio avevano un cameratismo che mi era ignoto. Fu come un’epifania o qualcosa di simile. Dopo questo monologo Levin si accasciò sul divano, con la testa china. Attraverso il vuoto del suo rumore continuo Lucy all’improvviso provò ciò che, in seguito, avrebbe considerato solo compassione. Lei non stava più ascoltando il distante e astratto piagnucolìo dei bambini; questo era un appello diretto. La sua empatia era a un tempo più forte e più impegnativa del dolore nella sua testa, e lei avrebbe voluto dire qualcosa, qualsiasi cosa. La sua lingua bloccò le parole, all’inizio, stoppandole nella gola. Lei provò di nuovo, aprendo la bocca lentamente, come se si potesse appiccicare. “Le cose andranno meglio,” disse, e le parole vennero fuori in modo disomogeneo, rauche, grattando l’una contro l’altra come gli ingranaggi in una bici arrugginita. Levin alzò la testa, sorpreso ma non del tutto sbigottito. “Tu hai davvero parlato, giusto?” le chiese. Sì, rispose lei, sì, sì, mentre la sua voce si schiariva e si rifiniva con ogni nuova parola.

“Immagino che sarebbe accaduto prima o poi” disse lui, e tirò le sue lunghe braccia e gambe accanto al suo corpo, e raccolse le sue lunghe braccia e gambe attaccate al suo corpo, ripiegandosi come una sedia “bridge”.

Il matematico incontrato da Lucy nel reparto di Psichiatria divenne il suo argomento principale. In fondo le aveva fatto ritrovare le parole come se avesse risolto uno dei suoi enigmi matematici con cui restava sveglio la notte. Lucy parlò non poco, in Sleepwalking, del matematico che incontrò nel reparto psichiatrico quando aveva 12 anni: “Quando lui ebbe il suo esaurimento nervoso, stava in piedi tutta la notte, lavorando su enigmi matematici. Non riusciva a lasciare la sua scrivania, lui doveva solo restare finché non li avesse risolti. Questa scena mi coinvolse e la trovai toccante. Era come se fossimo collegati, in qualche modo; voglio dire, io ho lo stesso genere di concentrazione che mi permette di stare seduta a studiare per un periodo di tempo veramente molto, molto lungo.

”Grazie – disse qualcuno in seguito – “per riprodurre (spawning) Lucy Ascher. Quando Lucy era ormai famosa e morta. Spawning, non era quella la parola di solito associata con pesce – del tipo: mamme pesce depositano centinaia di piccole creature traslucide, solo per mangiarne una parte dopo la nascita? In un momento di filosofia da quattro soldi Helen pensò che forse, tutti noi mangiamo i nostri figli. La gioia di ritrovare le proprie fattezze nel viso o in qualche parte del corpo del bambino. Il tuo naso. La mia bocca. Il bambino nasce con un set di vestiti usati…

Sleepwalking e i misteri di Lucy Aschers: Lucy ha ormai 17 anni e alcune riviste le pubblicano le prime poesie

Una delle prime poesie che le pubblicarono e fece un notevole scalpore, tanto da farle ottenere un’intervista in un canale TV dal target molto giovane, si chiamava “Di luce e gravità” che poi Lucy, per rendere il suo lavoro sempre più complicato, tradusse in italiano sul suo diario ancora segreto. Sulla frase “La luce è maschio perché ama stuprare” ci furono discussioni accese a cui Lucy non partecipò mai.

“Di luce e gravità” (versione in italiano)

“La luce è maschio, la luce è Imperatore

Di un Regno antico in via di distruzione   /di un Regno antico senza più un baluardo

La luce è bianca la luce è ogni colore

Confonde occhi, cervelli e inganna il cuore  /confonde il cielo e inganna ogni tuo sguardo

La luce è maschio perché ama stuprare

Penetra la materia con violenza

Cerca la gloria ed inni sull’altare

Mentre i suoi raggi vanno in dissolvenza

La gravità è femmina e perversa

E mentre cadi incontro alla sua voce

Attrae ogni corpo con la sua potenza

Ti mangia vivo e intanto ti seduce

Non c’è un ricordo che non sia di guerra

Femmina o maschio, luce o gravità

Chi stringe il nodo al collo della Terra?

Io sono sola nell’Oscurità”

Poi si iscrisse alla Barnard dove non rimase a lungo. Forse tre semestri, o meno, perché la didattica le sembrava “limitata”. Nell’anno che rimase lì accaddero comunque tre cose degne di esser citate: Lucy seguitò a studiare latino, che aveva già imparato in parte dalla nonna italiana, e nonostante il suo terrore per l’innamoramento, si mise con un ragazzo.

Riguardo all’Eneide ovviamente Lucy divorò il quarto canto, dove Didone disperata si uccide.

“(Aeneis, IV, v. 659-660)”

Dixit et os impressa toro “Moriemor inultae, sed moriamur – ait – sic sic iuvat ire sub umbras”

“Disse, e premendo le labbra sul letto: “Moriremo invendicate, ma moriamo – esclamò – così desidero discendere tra le ombre”

(IV, v. 700 – 705)

“Poi attraverso il cielo l’arcobaleno incontra piume rugiadose

Traendo mille colori vari dal sole

Discese e sulla sua testa si fermò

“Il mio comando è che questo reco sacro a Dite. Da questo tuo corpo io ti sciolgo.”

Disse così e con la destra staccò il capello; ed ecco che tutto il calore svanì, e la vita dileguò nei venti.”

La terza cosa è che finì all’ospedale con le vene dei polsi tagliate e la ripresero per  miracolo. Qual era il motivo, ammesso che ce ne fosse uno? Il ragazzo di cui si era innamorata e che l’aveva lasciata? Oppure il ragazzo che la amava, ma lei, per paura dei legami d’amore, aveva maltrattato e abbandonato? La madre corse per prima all’ospedale, dove la figlia di 18 anni piangeva rannicchiata nel letto e Helen non aveva idea, proprio non aveva idea di cosa fare o dire, tanto che dopo pochi minuti con una scusa si allontanò da lì, sentendosi malissimo, la madre peggiore del mondo. Eppure, continuando a sentirsi la madre peggiore del mondo, come era uscita dall’ospedale si era sentita meglio. Ma d’altra parte Helen, pur essendo una brava donna, di mente aperta, non aveva mai capito nulla della figlia, e la figlia, che fra le varie patologie aveva anche una sorta di autismo, io credo, non aveva mai avuto nessun interesse nel comprendere la madre.

Sleepwalking e i misteri di Lucy Aschers

Tornata dall’ospedale, Lucy scrisse una poesia sul ragazzo con cui era stata. Comunque fossero andate le cose, erano state abbastanza dolorose da trasformarle in poesia. Tutto il dolore che Lucy provava, fin da bambina, veniva sublimato in poesia, e questa era una cosa meravigliosa, ma più dal punto di vista dell’arte e poi anche di una certa fama, dei premi vinti, di qualche dollaro che guadagnava. Perché il dolore, poesia o non poesia, restava tutto lì, come un grosso blocco di marmo legato alle gambe che non ti permette il minimo movimento e ti fa soffrire sempre di più.

L’AMORE TI FINISCE (in italiano, per il suo diario privato: Lucy non avrebbe mai permesso che qualcuno pubblicasse questa poesia)

Perché l’amore ti strazia e ti finisce

Nel prato verde il tuo sangue svanisce

Come un papavero che al sole marcisce

Come lo riconosci un vero amore?

Può presentarsi in mille e cento modi

Ma ha frecce ed arco e spara sempre al cuore

Il mio ragazzo aveva la dolcezza di pesca, prugna e mandarino

Suonava il piano come un grande artista

Quando mi vide fece un sorriso da bambino

Io ero un’adolescente, il sesso sconosciuto

E un gioco immaginario l’innamoramento

Ma rapida come il vento imparai in un momento

A baciare, leccare e succhiare il suo velluto

All’Università iniziai a pubblicare

“Ma tu sei Lucy, quella delle poesie”

“O no, non le assomiglio affatto

È solo un caso di omonimia”

In tutta la mia storia che ha a che fare con l’amore

Così come la storia che ho avuto con la vita

Pochi attimi di gioia

E poi solo tristezza infinita

A volte torno indietro a quando non parlavo

E penso al matematico, che con lo stesso metodo

Che usava per gli enigmi risolse il mio e mi fece

Il dono del linguaggio

Ora vorrei stare con lui, sdraiati in fondo al mare

Abbracciati per sempre, lontani dai dolori, spezzati e rotolati dalle onde del villaggio.

Morte di Lucy

La Morte di Lucy (italiano, ultima pagina del diario Sleepwalking)

So già come sarà. So esattamente come sarà. Il ponte, silenzioso, scrostato, piccole onde d’acqua dolce e sporca che vanno avanti e poi tornano indietro, una vecchia costruzione di sassi per lo più bagnata, e una decina di metri più in giù l’acqua sarà mossa, scura, fredda, profonda. Prima di salire sul ponte mi riempirò le tasche del giubbotto di sassi: là intorno ce ne sono diversi, grossi, bianchi, grigi, tondi, pesanti. Certo, se avessi un’arma sarebbe la soluzione migliore, ma la morte nell’acqua credo abbia il suo perché. Virginia, il momento del salto, del tuffo, quell’ultimo respiro…

Queste le ultime parole di Lucy, senza un saluto ne una spiegazione. Io la immagino col suo solito giubbotto, i capelli sciolti e lunghi, raccogliere diligentemente i sassi e riempirsi le tasche e poi sedersi sulla ringhiera. Un ultimo respiro e magari quella frase dell’Eneide:

da questo tuo corpo io ti sciolgo”

Il romanzo Sleepwalking è di Meg Wolitzer.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

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