Legendary Cronache del Multiverso: copertina senza testo opera by Sandra Azzaroni

LEGENDARY CRONACHE DEL MULTIVERSO

Legendary Cronache del Multiverso è un romanzo particolare, difficilmente etichettabile, una sorta di trilogia in un unico libro, che si propone di intrattenere il lettore con una storia che unisce la leggenda alla fantasia, la fantascienza alla religione, l’antropologia al thriller, il tutto con una scrittura fluida, un suo ritmo particolare, che per me è la prima risorsa da cercare in ogni opera, che sia musica o letteratura e una narrazione che è stata definita “accorta, giovane ma mai frettolosa, a tratti ironica eppure elegiaca laddove il pathos della storia, tra esseri umani e creature non umane, lo richiede”. La storia si svolge principalmente su questo mondo e in questo periodo, anche se a volte torna indietro nel tempo, anche a centinaia di milioni di anni fa, per raccontare il perché e il come dell’arrivo su Terra di questi esseri extraterrestri e in che modo il loro arrivo abbia influito fortemente sulla nascita della specie “umana”. Questo è anche il racconto di un Pianeta dove, a certi livelli, la consapevolezza non appartiene solo alla specie umana, anzi, appartiene principalmente a creature della natura, come le foreste d’alberi e le valanghe di neve. Inoltre la scoperta dell’esistenza di molte   altre specie, decisamente di origine non terrestre, che vivono da millenni o milioni di anni sul pianeta è un po’ anche una metafora della vita assieme al “diverso” cosa che l’homo sapiens non è mai riuscito a tollerare ma che sarebbe naturale e semplicissima se solo l’uomo volesse crescere in consapevolezza, conoscenza e bellezza piuttosto che avidamente nel possesso di ciò che non è possibile possedere, perché ogni singolo filo d’erba, animale, pezzo di terra, perfino ogni sasso apparterrà sempre e solo a se stesso.

Legendary Cronache del Multiverso. Libro appena uscito di Sandra Azzaroni, genere fantascienza   opera by Sandra Azzaroni

LE LEGGENDE PRINCIPALI

Alcune delle leggende che troviamo in questo libro sono originariamente prese da vere leggende, o addirittura teorie, in certi casi. Ad esempio la teoria del Paleocontatto o degli Antichi Astronauti, teoria che ha oggi tanti milioni di sostenitori nel mondo, si considera nata intorno al 1960 con la pubblicazione di un articolo del matematico russo Matest Agrest. In seguito le teorie sul contatto tra civiltà extraterrestri e antichissime civiltà umane sono divenute popolari negli anni sessanta e soprattutto negli anni settanta con la pubblicazione dei libri di  Erich von Däniken e Peter Kolosimo, autori di numerosi best seller. Ma prima ancora di loro c’è stato uno scienziato, Zecharia Sitchin, nato a Baku nel 1920, azero ma poi naturalizzato statunitense. È stato autore di molti libri sull’archeologia mal raccontata dalla scienza ufficiale ed il primo grande sostenitore della “teoria degli antichi astronauti” come spiegazione dell’origine dell’uomo. La particolarità di Sitchin è stato il suo studio e conoscenza approfondita di molte lingue come l’ebraico antico e quello moderno e altre lingue europee e semitiche. Ha studiato a fondo la lingua e l’archeologia sumera e del Vicino Oriente, e poi il Vecchio testamento. Ha tratto quindi la sua teoria da una conoscenza approfondita della materia. Ha vissuto 90 anni, soprattutto a New York dove è morto nel 2010 a 90 anni, sepolto nel cimitero ebraico di New Montefiore (Stato di New York) e un giardino commemorativo è stato piantato per lui in Israele con una raccolta fondi.

Quello che rende Sitchin e la sua teoria-leggenda così importante è la diffusione che hanno avuto i suoi libri, tradotti in diverse lingue e convertiti anche in Braille per i non vedenti e trattati in radio, documentari per cinema e televisione, ma anche spettacoli teatrali.

Legendary Cronache del Multiverso; Zecharia Sitchin
Zecharia Sitchin

In Legendary la teoria di Sitchin trova comodamente posto, anche se adattata allo scopo del romanzo, che non è certamente un romanzo a scopo divulgativo. Altra teoria che troviamo nel libro è quella di Hy-Brazil, l’isola misteriosa, che nel romanzo chiamo “l’isola che si nasconde”. Quest’isola leggendaria che fino ad ottocento inoltrato veniva considerata reale doveva trovarsi nell’Oceano Atlantico, a nord-ovest dell’Irlanda . Per secoli molti geografi la disegnarono sulle loro carte fino alla seconda metà dell’Ottocento, e non parlo di cartografi amatoriali, al contrario: rappresentata sempre nello stesso modo, una sorta di cerchio con al centro un canale, apparve per la prima volta su una mappa di Angelino Dalorto nel 1325, col nome di “Bracile”. Poi fu riportata nell’Atlante Catalano del 1375 che la identificò come due isole vicinissime ma separate che avevano, stranamente, lo stesso nome, “Ihla de Brasil”. Nel 1572 l’isola apparve anche nella mappa di Abraham Ortelius, e questo è davvero importante perché Ortelius viene considerato da molti il creatore dell’atlante moderno. Ci sono poi anche storie, risalenti all’ottocento, di capitani che raccontarono di averla vista all’orizzonte, certamente lei, Hy-Brazil, alle esatte coordinate geografiche riportate da alcune mappe, l’hanno guardata a lungo mentre si avvicinavano con la nave, per poi vederla sparire nel nulla sotto ai loro occhi. E una leggenda sempre ottocentesca di chi sostiene di essere riuscito ad approdare.

Legendary: mappa di Angelino Dalorto 1325 con Hy Brazil
Legendary Cronache del Multiverso: Hy Brazil mappa di Angelino Dalorto 1325

C’è poi la leggenda di Agarthi, altrimenti detta “della Terra Cava”, che nel libro ho chiamato “Abatos” che in greco antico significa “Inarrivabile” ed anche la leggenda della Terra cava, leggenda meravigliosa, è cresciuta fino a diventare Teoria, con tanto di gente che sostiene di essere riuscita a raggiungere questa città meravigliosa, con edifici e giardini fatti di pura luce, che si troverebbe all’interno della Terra.

Di un’altra importante leggenda che troviamo nel libro verso la fine non posso parlare perché sarebbe uno spoiler che i futuri lettori di certo non vorrebbero. Tutte le altre leggende e storie fantastiche sono creazioni dell’autrice, e quindi mie e ve ne accenno alcune: la cittadina a forma di pentacolo dai colori aposematici, e quindi, come le rane delle frecce che sono gialle, rosse, fucsia, verde smeraldo per rappresentare un warning per i predatori, che sanno bene che a quei colori corrisponde veleno (gli animali dai colori aposematici sono tanti in natura, anche se alcuni sono un bluff, travestiti impeccabilmente in modo aposematico pur senza un filo di veleno in corpo, ma poi sta al predatore decidere se “andare a vedere”…) e nel caso della cittadina da me inventata quei colori sgargianti servono a tenere lontano esseri malvagi quanto sconosciuti. Ci sono poi le valanghe consapevoli, a volte pigre e a volte collaborative con chi cerca, magicamente di tirare fuori gli umani che a volte finiscono dentro alla valanga e sono ancora vivi, valanga che non ha nessun interesse a ingoiarli, ma nemmeno la capacità di farli uscire senza un aiuto esterno. Un’altra creazione: le creature magiche dall’aspetto di un tipo speciale di lemure, gli indri-indri, famosi nella realtà per i loro canti indescrivibili (devi ascoltare un indri-indri per capire che cosa meravigliosa e stravagante musicalmente parlando sia il suo canto, fatto mentre salta di albero in albero come se volasse); questi simil-lemuri, chiamati “micromene”, sono creature empatiche per DNA e depositarie di antichissime e importanti conoscenze che riguardano non solo questo pianeta ma l’intero Multiverso. C’è poi il liquido viola chiamato Potere, che dà numerose marce in più alla specie extraterrestre, protettrice dell’umanità, che ho chiamato Sparkling. Questo nome, Sparkling, l’ho ideato per via di una particolarità che hanno questi esseri non terrestri: nelle sacche lacrimali non hanno liquido ma una sorta di materia luccicante, come fosse porporina viola, argento e blu che fuoriesce dagli occhi in certi momenti di emotività, come le lacrime per noi umani, e in più queste “sparks” tendono ad uscire di notte, creando l’immagine di una danza di lucciole viola e argento nell’oscurità.

Indri Indri o Micromene den romanzo Legendary
Legendary Cronache del Multiverso: Indri-Indri o Micromene nel romanzo

LEGENDARY CRONACHE DEL MULTIVERSO: ALCUNI PERSONAGGI

Il romanzo si svolge attorno a un vero e proprio viaggio iniziatico che la protagonista, la giovanissima Mya, metà Sparkling e metà umana, scelta apposta per affrontare una sorta di “mission impossible” deve portare a termine prima di potersi scontrare contro il nemico che minaccia l’umanità intera e tutto il pianeta Terra. Un nemico che arriva da molto lontano, non nel senso di spazio ma nel senso di tempo. Nel frattempo i componenti dell’”Esercito Sparkling” fanno di tutto per tenere i nemici lontani da Mya, e con trucchi e sistemi ogni volta diversi combattono da veri Guerrieri e allo stesso tempo cercano di capire chi sia e da dove arrivi questa minaccia che, se non bene individuata, è impossibile che possa essere sconfitta. Fra questi personaggi la più importante è Rigel, nonna di Mya o, come dicono gli Sparkling nel libro, “due volte madre” di Mya. Anche Rigel, quindi, prima da sola e poi con un piccolo gruppo di aiutanti della sua specie e non solo, viaggia continuamente a seconda di dove la portano le tracce, ed è qui che si innesta la parte thriller del libro.

Mya invece, al contrario di tutti gli eroi del mito, che sia greco, mesopotamico o indiano, è disposta a partire sola per il suo viaggio, ma si ritrova in un terzetto veramente improbabile dal punto di vista dell’eroismo: il suo migliore amico e compagno di classe, il tredicenne Jessie, umano al 100%, con una cotta gigantesca per Mya esplosa nell’attimo stesso in cui l’ha vista per la prima volta e una cornacchia che si scopre essere la reincarnazione di una persona che era stata molto importante per Mya. La parte ironica del libro ha di solito a che fare con il buffo terzetto, che Mya si porta dietro pur temendo, all’inizio, che non saranno altro che un rallentamento ma tendendo a seguire il suo istinto scoprirà invece che senza i suoi compagni di viaggio non sarebbe mai riuscita a farcela.

Legendary Cronache del Multiverso: Mya di notte con cornacchia e medaglione sacro
opera by Sandra Azzaroni
Legendary Cronache del Multiverso: Mya di notte con cornacchia e medaglione sacro

I VIAGGI

I posti visitati da Mya, a volte con Jessie e cornacchia, a volte sola, sono davvero molti. La storia parte dal Nord America, dove Mya vive con la sua due volte madre Rigel sulla costa est, nella riserva delle Blue Hills, in Connecticut, vicino alla ricca cittadina di Canton, dove Mya va a scuola e dove vive Jessie. Da lì Mya raggiungerà la Patagonia, anche chiamata “Fine del mondo” dove incontrerà le sue amate balene che la attendono da una vita precedente. Poi, a parte i vari viaggi che sia Rigel e compagni, sia Mya con o senza compagni faranno, andranno ad esempio tutti in California, nell’altra lontana costa americana, tenendo come base il Mount Shasta. Mya poi viaggerà fino all’Irlanda, e da lì nell’isola che si nasconde di cui abbiamo parlato prima. Invece la parte finale del libro dove il thriller si conclude, i tanti nodi vengono al pettine, il nemico si rivela e la lotta finale avrà luogo, avverrà nel Dhaulagiri, monte dell’Himalaya, a oltre 5000 metri d’altitudine, monte che scopriremo – al suo interno – essere pieno di vita e di amore ed empatia. Proprio in mezzo ai ghiacci troveremo la parte più calda e la sola speranza perché il mondo umano impari a liberarsi dal giogo dell’avidità.

LEGENDARY CRONACHE DEL MULTIVERSO: un brano tratto dal libro, mentre Mya raggiunge dall’Irlanda “l’Isola che si nasconde”.

“Alleato, perché mi sento così? Insicura, afflitta, irrequieta, frenetica… è sempre colpa della mia parte umana?”

“Al contrario Portatrice – rispose Pi, andando controvento di bolina – è l’Isola, è solo l’Isola a farti sentire così.”

Mya annuì, pur senza comprendere e si raggomitolò sotto al telone. Poi, piano piano, il movimento della barca sull’acqua la rilassò fino a farla addormentare. Dormiva già da qualche minuto quando, nel sogno si ritrovò a correre. … Era una lupa grigia e correva per sopravvivere, dando la caccia, insieme al suo gruppo familiare, ad una grossa e veloce femmina di wapiti. Continuando ad accelerare, lanciò uno sguardo al compagno: ormai, per capirsi, bastava un’occhiata o un’immagine inviata telepaticamente. Erano una coppia fedele già da qualche anno e avevano messo al mondo en quattro nidiate di piccoli lupi. Insieme avevano conosciuto fame, freddo, gelo, malattie e il dolore di veder morire i propri figli, per non parlare della paura dell’uomo, che da sempre cercava di sterminarli.

La lupa e il compagno spinsero la wapiti nella direzione in cui l’aspettavano i loro giovani figli. La caccia rappresentava la vita stessa, e la vita era incredibilmente dura, oltre che subdola e ingiusta. Il gruppo di famiglia dei lupi non mangiava da giorni e se non fossero riusciti a catturare quella cerva dopo aver speso le loro ultime energie le cose si sarebbero messe molto male.

Il sogno di Mya era più che vivido … Poi qualcosa cambiò e Mya si trovò a vivere nel corpo e nello spirito della cerva in fuga. Era una cerva adulta, nel pieno della vita: nel suo utero stava crescendo un piccolo wapiti, ma era stato concepito da pochi giorni e il suo corpo non ne portava ancora il segno. La cerva era molto veloce e i suoi zoccoli sembravano solo sfiorare il terreno da quanto galoppavano al massimo della velocità. … Ma poi, davanti a lei, apparvero i tre giovani lupi che le bloccarono il passaggio. … Il lupo maschio, da dietro, le saltò addosso e affondò zanne ed artigli fra natica e ventre, facendola cadere a terra. A quel punto arrivarono gli altri quattro e iniziarono a sbranarla. La wapiti ci mise alcuni minuti a morire, e in quei minuti Mya provò la sofferenza, la disperazione e infine la rassegnazione della cerva che veniva divorata, ma allo stesso tempo provò anche le sensazioni della lupa: la fame finalmente placata, il gusto del sangue in bocca e il sollievo di vedere figli e compagno finalmente a stomaco pieno. Mya era la preda ed il predatore e provava, quindi, la folle sensazione di divorare se stessa.

… A quel punto saltò in piedi sulla barca, con uno scatto così repentino che rischiò di rovesciarla: finalmente era di nuovo sveglia. Con grande stupore vide che stava albeggiando, e che il buio della notte aveva lasciato posto a un cielo rosa pallido con tante piccole nuvole candide.

Legendary Cronache dal Multiverso: Mya con medaglione sacro e gufo pazzo
Legendary Cronache del Multiverso: Mya con medaglione sacro e il gufo pazzo

LEGENDARY, da non dimenticare:

Sperando che corriate in massa a comprare il libro, che entro pochi giorni dovrebbe essere a disposizione sia in versione cartacea che in e-book formato e-pub, che è il formato adesso accettato dal kindle e da praticamente tutti gli e-book reader. Inoltre è un formato leggero e graficamente ottimo . A chi volesse comprarlo, in una delle due versioni, consiglio di prenderlo direttamente sul sito dell’editore “Youcanprint” ma entro poco dovreste trovarlo online sicuramente su Amazon e in tutte le librerie online. Grazie in anticipo a chi mi darà la fiducia di comprarlo, sperando di ripagarla con un libro bello e appassionante.

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