Popoli odiati e perseguitati: i Cagots

Popoli torturati e odiati per secoli come i Cagots. Popoli perseguitati oggi.

Fra i popoli torturati e odiati per secoli come i Cagots, sconosciuti ai più, la mia curiosità credo si sia accesa per via dei Pirenei. Ho sempre avuto una curiosità perfino eccessiva nei confronti dei Pirenei e di tutto quello che con i Pirenei ha avuto a che fare: miti, leggende, storia, natura e ovviamente le due popolazioni che ci vivono fin dalla preistoria: Baschi e Cagots. Quest’ultimi appartengono a quelle fasce di popolazione odiate e perseguitate nel corso del tempo, come gli ebrei, i malati di lebbra, gli eretici, le streghe, le prostitute. Il caso dei Cagots però è particolare, perché i motivi della loro persecuzione sono sempre rimasti un mistero.

Da sempre e soprattutto nel cristianissimo occidente la paura di malattie, carestie, crisi varie trovava un facile sfogo accusando i malati stessi di aver complottato per far sì che la malattia andasse a colpire ogni singolo cittadino. Restò famoso l?editto del 1321 di Poitiers, dove il Re di Francia ordinava la reclusione e l?eccidio dei lebbrosi giudicati colpevoli di complotto perché, sotto tortura, avrebbero ?confessato? di aver contaminato l?acqua insieme agli ebrei. Naturalmente il popolo, da sempre facile nel credere ad ogni fake news pur di potersi scatenare contro un qualche nemico, non attese altri ordini e diede fuoco a tutti i poveri malati di lebbra che vivevano nella regione. Più un paese viveva un periodo di crisi e più l?idea di cospirazione prendeva piede. Cospirazione che, a seconda del periodo, andava a colpire gli ebrei, i lebbrosi, gli eretici e in seguito le streghe così come le prostitute: una serie di categorie maledette e presto trasformate in capri espiatori.

Popoli perseguitati: i Cagots, 1030, Francia cui appartenevano i Regni di Navarra e Gascogna
La Francia nel 1030 con i Regni di Navarra e Gascogna

Popolazioni odiate e perseguitate: i Cagots e lo stigma da indossare

Fra questi gruppi vi era il popolo dei Cagots, forse il popolo più colpito nel corso del tempo, e in seguito maledetto anche dalla damnatio memoriae: infatti chi ha mai sentito parlare dei Cagots, a parte qualche antropologo o storico? I Cagots, per meglio incarnare il ?male? che si sarebbero portati dietro, erano considerati figli del diavolo, di Lucifero, degli odiati albigesi o catari e descritti come storpi, brutti, nauseabondi. Costretti  a vivere in grotte fuori dei villaggi subirono persecuzioni simili a quelle degli ebrei. Così come già gli ebrei fin dal 1215 dovevano girare con una sorta di ruota gialla, rossa e verde attaccata ai vestiti, anche i Cagots dovettero attaccarsi ai vestiti una zampa di anatra di colore rosso. Il concetto dell?imprimere nel vestito le supposte malefatte della persona è diventato noto con la ?Lettera scarlatta? di Hawthorne, dove di odio ce n?era così tanto da colpire anche le presunte adultere. Ma quella del far riconoscere una categoria tramite il vestiario è una mentalità che risale a molti secoli prima di Hawthorne: attraverso l?abito si leggeva facilmente l?importanza e la dignità di chi lo indossava, così come la condizione delle minoranze e dei reietti. Del resto anche oggi non ci sono zampe o lettere da indossare, ma i soldi che la gente spende in vestiario fanno ben capire come, al contrario del proverbio, sia proprio l?abito a fare il monaco o il suo contrario. Decisamente, non siamo migliorati molto dal medioevo ad oggi.

Tornando ai Cagots erano sottoposti a decine di prescrizioni, erano ghettizzati, oggetto di violenza, ma invece di essere ignorati o banditi, era loro proibito fuggire o andare in esilio. Venivano tenuti vicino, ma non troppo; in questo modo i bravi cittadini tenevano il ?Male? sotto controllo e sotto internamento, per poi scatenarsi nei periodi di crisi con persecuzioni che arrivavano all?eccidio. I Cagots, senza alcun motivo da addurre, erano semplicemente ?figli della Colpa? e considerati molto peggio che paria. Nessuno conosceva il perché di questo odio, ma a nessuno interessava conoscerlo: avere il loro capro espiatorio, questo solo contava.

Famiglia di Cagots in tempi recenti, inizio 1900

I Cagots e Victor Hugo

Nel 1843 Victor Hugo, ormai famosissimo, come ogni estate andò a fare un viaggio insieme all?amante Juliette Drouet, e quell?anno si recò nei Pirenei. Visitò una cittadina di montagna, dal nome Luz, quella Luz o Luce che fa pensare all?angelo più bello, poi caduto proprio per superbia. In questa bella cittadina visitò una chiesetta eretta alla fine del XII secolo e notò una porticina laterale, ormai murata, che lo incuriosì. Scoprì che si trattava di una «Porte des Cagots», ovvero un?entrata secondaria dedicata a una «razza» particolare, sottoposta per secoli a una feroce persecuzione. Per secoli i Cagots, pur cristiani e desiderosi di partecipare alle funzioni in chiesa, potevano entrare solo da quella porta laterale, così bassa che li costringeva a genuflettersi per riuscire a passare. Inoltre potevano toccare l?acqua santa solo attraverso un paiolo, o in un?acquasantiera messa lì esclusivamente per loro. Hugo si interessò molto a questi Cagots, ma non riuscì a scoprire nulla che non fosse un generico ?essersi macchiati di una colpa orribile?.

Rimane anche oggi qualcosa del miserabile popolo dei Cagots nei Pirenei; nelle Landes vicino a Bordeaux; e, sul lato occidentale della Francia, il loro numero cresce nella Bassa Bretagna. Anche oggi, l?essere discendenti di queste famiglie è considerata una vergogna nei confronti dei vicini; anche se sono protetti dalla legge, che confermò la loro parità di diritti in qualità di cittadini, sul finire del secolo scorso. Prima di allora avevano vissuto, per centinaia di anni, isolati da tutti coloro che si vantavano di avere sangue puro ed oppressi da crudeli editti locali.

Victor Hugo e il suo grande amore, Juliette Drouen

Popolazioni odiate e perseguitate: I Cagots e gli scienziati nazisti

Fra le altre cose vissero anche gli orrori del campo di concentramento nazista di Gurs in Francia, durante il governo collaborazionista di Vichy. Seguendo le ricerche di Otto Rahn, infatti, alcuni scienziati tedeschi intendevano analizzare il sangue di quel popolo che si credeva discendere dai catari e prima ancora dagli ariani. Nel suo diario di viaggio nei Pirenei, Rahn descriveva i Cagots ? di cui avrebbe incontrato alcuni discendenti ? come «ariani», biondi e dagli occhi azzurri. Lo storico tedesco e ufficiale delle SS si era convinto dell?esistenza di un mondo nascosto in cui gli albigesi e i loro discendenti perseguitati dalla Chiesa si sarebbero rifugiati per officiare i propri riti. Rahn era convinto che i catari fossero stati gli ultimi possessori del Graal, distrutto durante la crociata albigese (cosa fra l’altro molto probabile). Per Rahn però il Graal non era un calice, bensì lo smeraldo perso dalla fronte di Lucifero al momento della sua caduta, che poi non sarebbe altro che il terzo occhio delle filosofie orientali.

Statua di Lucifero che, nella caduta, ha perso il suo terzo occhio

Di sicuro la storia dei Cagots si può ricostruire solo attraverso i documenti che ne provano la continua persecuzione, dal 1200 in poi. Perfino sul loro nome rimane il mistero: in celtoligure ca significa cane e per alcuni il nome significherebbe ?i cani dei Goti?. ». Se si parte invece dal suffisso basco go, «Cagot» potrebbe quindi essere una dialettizzazione di ha?r-go, «mestiere di pietra», o addirittura ca-go, «mestiere di cane», e quindi coloro che esercitano il mestiere di cane. Il nome presenta anche analogia con la parola greca cacos che significa «cattivo», che ricorda la parola bretone caqueux che ha lo stesso significato, ma più semplicemente potrebbe venire dal tardo latino «cagare».

Quando neanche un decreto reale può nulla contro il pregiudizio

Nel 1600 perfino il Re Luigi XIV si convinse che questa persecuzione dei Cagots doveva finire ed emanò un decreto: ?Noi abbiamo saputo con grande pena che resta ancora qualche bollato nel nostro regno di Navarra e nelle provincie che erano un tempo conosciute come Novempopulanie, nelle quali c?è una certa classe di genti che è considerata come degli schiavi, assoggettati a certi servizi, obbligati a seguire una certa professione, esclusi dal commercio degli e con gli altri uomini, le quali genti sono conosciute nelle loro provincie sotto il nome di Christians, Agots, Cagots e Capots; senza che si possa sapere precisamente la ragione di questa distinzione, contro la quale, al contrario alle leggi generali del regno, hanno sempre reclamato e ottenuto delle lettere patenti [i nostri decreti legge emanati dal governo, N.d.A.] del nostro molto onorato Signore e Padre Luigi XIII. ?Preghiamo e ordiniamo ai vescovi delle diocesi, qui di seguito segnati, di seguire con scrupolo l?esecuzione dei due articoli precedenti. Togliamo i divieti che sono stati fatti loro, tanto per gli usi e costumi del luogo che per le sentenze parlamentari, di contrarre matrimonio con gli altri fratelli. Lasciamo libertà di scegliere la professione che a loro piacerà, il cui mestiere potranno esercitare ed esserne considerati maestri, seguendo l?uso dei luoghi, senza alcuna distinzione con altri fratelli. Permettiamo di portare per la difesa della loro vita, le armi permesse dalle nostre ordinanze. Di tutti i privilegi, franchigie ed immunità, vogliamo che ne godano anche i nostri suddetti fratelli, pagando le moderate tasse, alle quali saranno soggetti secondo il nostro Consiglio?.

Montesquieu e la Rivoluzione Francese

Ma il pregiudizio era talmente forte che nemmeno il Re riuscì a piegarlo. Ancora alla fine del XVII secolo, la cristianissima diocesi di Bayonne comunicava la continuazione dell?obbligo, da parte dei Cagots, di prendere posto in parti differenti della chiesa parrocchiale: il pregiudizio nei loro confronti era più forte di un decreto reale, di una bolla papale e della pietà cristiana che però, come ben sappiamo, è sempre stata principalmente una grande ipocrisia. Per tre secoli i Cagots fecero processi, e li vinsero tutti, ma questo non cambiava di una virgola la persecuzione nei loro confronti. Alla vigilia della Rivoluzione Francese fu proprio la conoscenza dei Cagots e delle persecuzioni che da quasi mille anni imperversavano contro di loro a indirizzare il pensiero di Montesquieu verso l?attivismo universalista e democratico, da cui le famose Lettere Persiane (1721), in cui esaltava la diversità di ogni singolo essere umano. La Rivoluzione Francese ridiede dignità a tutti gli uomini considerati paria, come gli ebrei e i protestanti, ma ancora quasi un secolo dopo, i Cagots dovevano entrare in chiesa dalla porticina laterale. Nella seconda metà del 1800 il nome Cagots non venne più usato, e in sua vece un più generico ?Parias?, le porticine murate, le acquasantiere fatte solo per loro svuotate, e la popolazione nel frattempo era riuscita a mischiarsi con i popoli che abitavano in quelle terre e in questo modo era riuscita ad avere un minimo di pace. Ma quello che rimarrà per sempre un mistero è il motivo per cui sono nate le persecuzioni nei confronti di questo popolo. Per quanti studi antropologici e storici siano stati fatti nessuno è mai riuscito a venirne a capo. Questo ci fa comprendere, là dove ce ne fosse ancora bisogno, di come la ricerca di un nemico contro cui scagliarsi sia sempre stato solo un alibi. La verità naviga senza problemi nell?indole priva di empatia ed eccezionalmente avida oltre che arrogante dell?homo sapiens, che col passare del tempo, ben lungi dall’ ?evolversi? è rimasto assolutamente identico.

La porticina riservata ai Cagots nella chiesa di Sauveterre de Béarn

Popolazioni odiate e perseguitate: quando i perseguitati riescono a diventare persecutori

Alcune delle popolazioni che venivano perseguitate sono riuscite, non senza pagare un prezzo molto alto, a posizionarsi dalla parte dei persecutori: gli ebrei, ad esempio, hanno un loro stato molto potente grazie ad alleati ancora più potenti come gli Stati Uniti e con la forza del loro stato oggi perseguitano i vicini palestinesi, che da vari decenni sono diventati i veri ?appestati?, considerati tutti terroristi, compresi i bimbi di tre anni, come una volta i perseguitati erano tutti untori così come le donne guaritrici erano tutte streghe. Oggi i palestinesi vengono uccisi a decine di migliaia senza una parola scandalizzata dalla cristiana e sempre più fascista Europa, compresi un numero di bambini enorme, hanno da decenni l?impossibilità di crearsi un loro stato grazie al potere di chi li perseguita e dei suoi alleati. I perseguitati, da che mondo è mondo, quelli che esercitano il ?mestiere di cane? non hanno mai alleati a difenderli. In compenso oggi hanno anche i media di tutto il mondo ad accusarli subdolamente. Come diceva Victor Hugo: ?L?inferno sta tutto in questa sola parola: solitudine?. La storia si ripete come in un vecchio copione letto e riletto eppure, agli occhi di un popolo sempre più cieco, il copione sembra sempre nuovissimo e coloro che lo propongono sembrano, a chi non ha più occhi, degni di diventare i rappresentanti di quella che, con faccia di bronzo, osiamo chiamare ancora democrazia.

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