Pandemia e hikikomori

Trickster anime su hililomori

Pandemia e hikikomori: il Covid-19 trasformerà tutti in hikikomori? Per quelli che non conoscono questa parola giapponese, hikikomori significa “isolarsi, ritirarsi” e si riferisce alle persone che si rinchiudono nelle loro abitazioni e si rifiutano di lasciarle, per periodi lunghi o lunghissimi, a volte per sempre.

Welcome to the NHK. romanzo, manga e anime che raccontano la vita di un hililomori
Pandemia e hikikomori: Welcome to the NHK anime

Il fenomeno hikikomori

I motivi per cui le persone abbandonano completamente la vita sociale e si isolano in casa sono diversi, ma dagli anni ’80 in poi il numero è cresciuto così tanto da trasformarlo in un vero fenomeno sociale, all’inizio solo in Giappone, ma in seguito anche negli Stati Uniti, in Europa e in tutta l’Asia. In principio gli hikikomori erano solo adolescenti, ma col tempo si sono aggiunti anche molti adulti.

RELIFE, manga e anime su hikikomori

In pratica, cosa significa essere hikikomori? Soffrire di depressione, incapacità di sperimentare una vita sociale, essere compulsivi e avere paure specifiche, come la misofobia (paura dei germi). Da quando esiste internet gli hikikomori sono aumentati, perché i social, i videogame online possono dare la falsa sensazione di avere amici, di far parte di un gruppo, di una community, e alcuni hikikomori, grazie allo smart working, possono lavorare da casa senza dover mai uscire né dipendere economicamente dalla famiglia. Ma la maggioranza di loro passa comunque la vita in camera da letto, senza studiare né lavorare, in preda alla depressione più nera.

Pandemia e hikikomori: i 4 tipi di Maïa Fansten

Il fenomeno è composito e ci sono vari tipi di hikikomori, secondo Maïa Fansten, sociologa francese esperta di isolamento sociale:

  1.  gli “alternativi”, che non accettano di adeguarsi alle regole imposte dalla società e dall’esistenza in genere e, autoisolandosi, compiono una sorta di ribellione;
  2. i “reazionali”, che reagiscono con l’isolamento a traumi subiti o a infanzie molto infelici;
  3. i “dimissionari” che fuggono da forti pressioni sociali e decidono di nascondersi perché annichiliti da ciò che scuola, università, carriera, famiglia pretendono da loro;
  4. coloro che si ritirano “a crisalide”, di solito hikikomori meno giovani, in una sorta di fuga dalle responsabilità della vita adulta, che cristallizzano il presente cercando di dimenticare del tutto il futuro: il loro ritiro è come “una sospensione del tempo”, una sospensione senza deroghe, che può durare per tutta la vita.

La nostra vita attuale

Welcome to the NHK manga su hikikomori Satō
Welcome to NHK manga sull’hikikomori Satō

E con questo arrivo al punto: qualunque sia il motivo che porta la gente a rinchiudersi in casa è un fatto provato che l’isolamento prolungato, la mancanza di rapporti sociali rendono le persone, col tempo, del tutto incapaci di interagire col mondo esterno. Ed ecco perché rischiamo di diventare tutti hikikomori (se proprio devo essere sincera, io lo sono già, almeno part time, da prima dell’avvento del Virus). Mancanza di vita sociale, paura di entrare in contatto con patogeni invisibili e molto pericolosi come l’attuale Coronavirus, isolamento forzato, sospensione del tempo e di ogni progetto: non è l’esatta descrizione della nostra vita attuale? A questo dobbiamo aggiungere anche la paura di avvicinarci ad altri umani, in quanto possibili portatori del Covid-19, paura che continueremo a provare per molto, molto tempo anche dopo che non saremo più in lockdown.

Pandemia e hikikomori: il cerchio delle Fate

cerchio delle Fate, parlando di hikikomori
Tipico cerchio delle Fate: statene alla larga!

Se a tutto ciò uniamo la depressione che molti di noi soffrono già da prima della pandemia, credo che il cerchio si chiuda, e quando parlo di cerchio chiuso penso al cerchio delle Fate, che per quanto possa suonare disneyano, appartiene invece a una leggenda molto gotica. Si dice che gli sfortunati umani che si trovino a passare, di notte, nei pressi di un cerchio delle Fate, ne saranno inesorabilmente attratti all’interno, e una volta lì dentro entreranno in una realtà parallela dove saranno schiavi delle Fate per periodi lunghissimi, a volte per una vita intera.

Pandemia e hikikomori: manga e anime

Ma è anche giusto dire che, almeno in Giappone, gli hikikomori vengono ormai considerati non più come persone affette da una patologia ma come una sorta di eremiti del terzo millennio. Infatti l’hikikomori viene spesso utilizzato come figura tormentata ma eroica nell’ambito di manga e anime, come in Welcome to the NHK, manga e anime tratti dal romanzo di Tatsuhiko Takimoto, che diceva di essere hikikomori lui stesso; la sigla NHK significa Nihon Hikikomori Kyōkai, ovvero “associazione giapponese hikikomori”. Il protagonista, Satō, soffre di fobia sociale e cerca di lottare contro la sua condizione, aiutato da un’amica che lo supporta economicamente e ha con lui un rapporto madre-figlio.

Trickster, anime sulla ragazza hikikomori Noro

 Molto diverso è Trickster, manga e anime, dove la protagonista hikikomori è Noro, una giovane hacker che si rifiuta di abbandonare la casa non per paura di relazionarsi con gli altri né per depressione, ma solo perché, a sentire l’autore, sceglie la solitudine. Questo nuovo modo di vedere le persone che vivono in autoisolamento ha aiutato i giapponesi ad accettare gli hikikomori; o forse i giapponesi, non riuscendo a risolvere il problema, hanno semplicemente smesso di considerarlo tale. Come dice quell’aforisma: se non riesci a uscire dal tunnel, arredalo. I giapponesi, in qualche modo, quel tunnel l’hanno arredato.

La prima e più famosa hikikomori

Emily Dickinson, hikikomori ante-litteram
Emily Dickinson, hikikomori ante-litteram

Non possiamo dimenticare, però, che la più famosa hikikomori, o meglio, hikikomori ante-litteram è stata un’americana, la poetessa Emily Dickinson, che trascorse gli ultimi venti anni di vita dentro alla casa paterna. Certo, aveva un parco tutto intorno che amava molto, ma passava quasi tutto il suo tempo in camera da letto. A soli trentacinque anni Emily ha deciso di non varcare mai più il cancello di casa, e non è più uscita nemmeno quando sono morti i genitori. Nel suo caso, forse, è stato il prezzo da pagare alla Poesia, divinità antica che, da sempre, chiede un tributo di sangue ai suoi figli prediletti.

Ma anche noi, che dobbiamo pagare il nostro tributo solo al Fato, potremmo rimanere incastrati nel cerchio delle Fate o in un tunnel arredato. Se dovesse accadere, non vi preoccupate troppo, perché fra manga e Poesia, nella crisalide, sarete di certo in buona compagnia. Un po’ come all’Inferno.

The Dead South: In Hell I’ll be in good company

(Disclaimer: il link esterno sul favoloso Tatsuhiko Takimoto vi rimanda al suo sito ufficiale, che è tutto in giapponese. Non mi sono riuscita a trattenere, per fortuna c’è Google translate…)

La Poesia può fare cose incredibili

21 marzo, giornata mondiale della Poesia

Nel bel film horror “La settima musa”, la protagonista dice: “One day we’ll find a way to bring her back; Poetry can do incredible things”, che vuol dire “Un giorno riusciremo a riportarla indietro; La Poesia può fare cose incredibili.”

Nel film “La settima musa” le Muse sono viste non come semplici divinità ispiratrici, ma come vere e proprie manipolatrici. La settima Musa, Polimnia, Musa dell’eloquenza, attraverso le sue parole passa agli uomini che l’ascoltano messaggi diabolici. La Musa forse più importante, Calliope, Musa della Poesia, dentro alle parole che suggerisce ai poeti nasconde veri e propri incantesimi, di solito malvagi. Muse e film a parte, è sicuro che la Poesia può fare cose incredibili, meravigliose e terribili. Nessuno ha un Potere paragonabile a quello di un vero poeta.

La Poesia può fare cose incredibili: giornata mondiale della Poesia

Per questa giornata mondiale della Poesia che cade in periodo di epidemia voglio fare un piccolo tributo ad alcuni dei miei poeti più amati, che ci ricordano quanto la Poesia sia nata per raccontare morte, dolore, visioni, follia, così come amore e bellezza. Le traduzioni di Dickinson e Plath sono mie, quella di Thomas è di Emiliano Sciuba, ma se andate sui link in uscita (quelli blu) troverete le versioni originali.

La Poesia può fare cose incredibili: Emily Dickinson

Emily Dickinson, la Poesia e il Potere di uccidere

754My life had stood a loaded gun

La mia vita si era fermata – un fucile carico – In un angolo – finché un giorno – Il proprietario passò – mi riconobbe – E mi portò con sé –

E ora vaghiamo per boschi sovrani – E ora diamo la caccia al cervo – E ogni volta che parlo per Lui – Le montagne mi rispondono in fretta –

Ed ora sorrido, che luce amichevole – Brilla sulla vallata – È come se un viso vesuviano – Lasciasse capire il suo piacere –

E quando a notte – finita la nostra bella giornata – Io proteggo la testa del mio padrone – È meglio di aver condiviso – Un morbido guanciale di piume –

Del Suo nemico – io sono nemica mortale – Nessuno si muove – se gli punto addosso un occhio giallo – O un pollice energico –

Per quanto io possa più di Lui – vivere a lungo – Lui deve vivere più a lungo – di me – Poiché io ho solo il potere di uccidere, ma non ho – il potere di morire –

21 marzo giornata mondiale della Poesia, tributo a Sylvia Plath
La Poesia può fare cose incredibili: Sylvia Plath

Sylvia Plath, la Poesia e l’Arte di morire

Lady Lazarus

L’ho fatto di nuovo – un anno ogni dieci – mi riesce –

Una sorta di miracolo che cammina – la mia pelle brilla come un paralume nazista, il mio piede destro

Un fermacarte – il mio viso una scialba, fine tela ebraica

Togli via il velo, o mio nemico – ti terrorizzo?

Il naso, le occhiaie, i denti al completo? Il cattivo alito svanirà in giornata.

Presto, presto la carne che la tomba ha mangiato sarà di nuovo mia.

Ed io sono una donna che sorride. Ho solo trent’anni. E come i gatti posso morire nove volte.

Questa è la numero tre. Quanta immondizia da eliminare ogni decennio.

Un milione di fili. La folla che trangugia noccioline spinge per vedere.

Scartami entrambi, mani e piedi – il grande strip tease. Signori e Signore

Ecco le mie mani. Le mie ginocchia. Sarò pure pelle e ossa,

Eppure sono la stessa, identica donna. La prima volta avevo dieci anni. Un incidente.

La seconda volta volevo andare fino in fondo e non tornare. Mi dondolavo chiusa

Come un guscio. Hanno dovuto chiamare e chiamare e togliermi di dosso i vermi come perle appiccicose.

Morire è un’arte, come qualsiasi altra cosa. Io lo so fare bene.

Lo faccio come fosse inferno. Lo faccio come fosse reale. Potresti dire che ho una vocazione.

… Cenere, cenere – tu colpisci e rimesti. Carne, ossa, non rimane nulla.

Un pezzo di sapone, una fede nuziale, un dente d’oro.

Signor Dio. Signor Lucifero. State in guardia. State in guardia.

Dalla cenere risorgo coi miei capelli rossi e mangio uomini come l’aria.

La Poesia può fare cose incredibili: Dylan Thomas

Dylan Thomas, la Poesia e il Potere della Visione

Love in the Asylum

Un’estranea è venuta a dividere la mia stanza nella casa dei-fuori-di-testa,

Una ragazza folle come gli uccelli

Che fulmina la notte della porta con il suo braccio, sua piuma.

Stretta nel labirintico letto elude la casa a prova-di-paradiso con nuvole incalzanti

Intanto col moto inganna la stanza da incubi, vagante come i morti,

O cavalca gli oceani sognati delle corsie maschili.

È arrivata posseduta, e lascia entrare falsa luce attraverso il muro riflettente,

Posseduta dal cielo

Dorme nello stretto trogolo ma cammina sulla polvere

Eppure delira a comando sui legni del manicomio consumati dalle mie lacrime girovaghe.

E preso dalla luce nelle sue braccia infine, cara fine,

Io posso, senza errore, patire la prima visione che incendiò le stelle.

Alda Merini, articolo sulla giornata mondiale della Poesia, 21 marzo

Alda Merini, la Poesia e la Forza dell’Eros

Alda Merini

Amai teneramente dei dolcissimi amanti

senza che essi sapessero mai nulla.

E su questi intessei tele di ragno

e fui preda della mia stessa materia.

In me l’anima c’era della meretrice

della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.

Molti diedero al mio modo di vivere un nome e fui soltanto una isterica.

Anastasio, la Poesia del Rap e il Potere del Nichilismo

La fine del mondo

… ma io non voglio far finta di niente

se in giro vedo solo e unicamente facce spente, io

io sogno un mondo che finisca degnamente

Che esploda, non che si spenga lentamente.

Io sogno i led e i riflettori alla Cappella Sistina

Sogno un impianto con bassi pazzeschi.

Sogno una folla che salta all’unisono

fino a spaccare i marmi, fino a crepare gli affreschi

Sogno il giudizio universale sgretolarsi e cadere in coriandoli

sopra una folla danzante di vandali.

Li vedo al rallenty, miliardi di vite

Mentre guido il meteorite e sto puntando lì.

Auguri a tutti gli ultimi Poeti rimasti e a quelli che ancora non sanno di esserlo

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