La morte o estradizione di Assange uccideranno la Democrazia

Assange by conservative ink

Quello che sta accadendo nel Regno Unito è qualcosa di orribile, il vero “Ritratto di Dorian Gray”  della società occidentale, che si scandalizza per la morte di Navalny mentre sta facendo di peggio con Assange, recluso da 14 anni, di cui gli ultimi 5 in un carcere speciale, il carcere di Bellmarsh, che non ha nulla da invidiare al carcere dove Putin aveva messo Navalny. Assange sta così male (ha avuto un ictus che non è stato curato e ha l’aspetto di un uomo di 80 anni, lui, solo cinquantaduenne, che era splendido dentro e fuori) e morirà certamente prima di arrivare negli Stati Uniti.

Ricordo che Assange ha avuto il solo torto di essere un bravo giornalista. “Lui è stato molto più bravo di tutti noi – dice Travaglioha solo dimostrato come dovrebbe essere un vero giornalista, e i suoi dossier sono stati pubblicati dalle maggiori testate del mondo, fra cui alcune italiane, come l’Espresso e la Repubblica, che all’epoca facevano la fila fuori della sua porta mentre oggi lo buttano a mare

La morte o estradizione di Assange uccideranno la Democrazia. Painting by Artists for Assange
Assange: “Free Speech on Trial” by Artists for Assange

Alcuni stralci di un bell’articolo dell’Ansa

Ho scelto di riportare alcuni stralci di un articolo dell’Ansa per due motivi: l’articolo è veramente bello, inoltre l’Ansa è una agenzia che non potrebbe mai essere considerata anti-americana.

 “La caccia è quasi finita dopo 14 anni d’inseguimento implacabile, la preda è ormai a un passo dall’estradizione negli Stati Uniti: le cui prigioni – denunciano familiari e sostenitori sparsi per il mondo – potrebbero diventare la sua tomba.

Per Julian Assange si consumeranno nei prossimi giorni le ultime speranze di un via libera in extremis della giustizia britannica almeno all’esame di un ulteriore appello di merito sulla sua consegna o meno alle autorità d’oltre oceano.

Caso da cui dipende il destino di una certa idea d’informazione, oltre a quello personale dell’ex enfant terrible australiano, cofondatore di WikiLeaks e modello antagonista di giornalismo online: divenuto una sorta di nemico pubblico numero uno a Washington per essersi permesso di divulgare, a partire dal 2010, circa 700.000 documenti riservati – autentici e non privi di rivelazioni imbarazzanti, anche su crimini di guerra commessi fra Iraq e Afghanistan – sottratti al Pentagono o al Dipartimento di Stato grazie a simboli del whistleblowing come Chelsea Manning.”

La morte o l’estradizione di Assange saranno la morte della Democrazia: come si uccide la Democrazia mentre parliamo di stronzate e guardiamo San Remo

La morte o estradizione di Assange uccideranno la Democrazia: painting by Sandra Azzaroni

L’assurdità e la follia che contraddistinguono questo caso è che per trovare un’imputazione contro Assange Washington è andato a pescare l’accusa di violazione dell’Espionage Act del 1917, “vecchia legge draconiana applicata finora solo nei confronti di spie o militari traditori, non certo di cittadini non americani e men che meno per vicende di pubblicazione mediatica di documenti segreti” come dice ancora una volta perfettamente l’articolo dell’Ansa.

Io spero sia chiara una cosa: il momento in cui Assange verrà estradato o morirà nell’attesa, sarà anche la morte di quella che ci ostiniamo a chiamare Democrazia. E allora, come in una improvvisa epifania, capiremo tante cose: perché gli Stati Uniti mandano armi ad Israele nonostante il genocidio in atto a Gaza (dove fra l’altro stanno uccidendo pian piano anche tutti i loro concittadini rapiti, perché bombardando a tappeto è chiaro che muoiono tutti, compresi gli ostaggi. Ma del resto, Netanyahu non ha mai dimostrato grande interesse per i poveri ostaggi e addirittura un ministro del suo nuovo governo propose di mandare testate nucleari sottoterra per ammazzare con sicurezza Hamas e qualsiasi palestinese di passaggio e “pazienza per gli ostaggi, in guerra ci sono sempre fattori collaterali”). Capiremo perché i peggiori dittatori della Terra, da Arabia Saudita agli altri paesi arabi fino alla Turchia sono i migliori alleati sia degli Stati Uniti che dei suoi servi patetici, l’Unione Europea. Capiremo perché il vento dell’autoritarismo e del nuovo fascismo senza stivaloni ma che come il diavolo veste Prada o altre firme costose stia fischiando sempre più forte, per quei pochi che hanno ancora orecchie per ascoltarlo.

Assange fotografato dopo forse tre anni di cura di salute a Bellmarsh, quando aveva 50 anni e già ne dimostrava 80

LA MACCHINA DEL TEMPO E DEL POTERE CI HA RIPORTATI A 1984 E NOI ANCORA NON CAPIAMO COME DIAVOLO SIANO RIUSCITI A FARLO.

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