CHE COSA VUOL DIRE PER TE ESSERE DONNA?

“Che cosa vuol dire per te Essere Donna?” è una domanda da porre tanto alle donne quanto agli uomini. La storia della Donna si può riassumere facilmente: negli ultimi millenni la Donna è stata considerata alla stregua di un animale, di una pecora che finché produce lana e latte può essere tollerata, e proprio come un animale, fino a poco fa non ha avuto alcun diritto. Nonostante l’angolo buio e punitivo in cui è stata relegata, la Donna, piano piano, come le formiche che portano con estrema fatica piccoli pezzi di cibo al formicaio, briciole, pezzetti di foglie, di fungo, di insetti morti, tutte cose che pesano più di chi le trasporta sulla schiena, è riuscita a portare nel suo “formicaio segreto” nuove leggi, nuovi accessi alla vita pubblica, alla società, nuovi riconoscimenti, che, sempre con estrema lentezza, hanno creato un piccolo buco nel muro di gomma del patriarcato.

E grazie a quel buco, che col tempo si è allargato, gli obiettivi conquistati dalle donne sono stati grandi, ma il percorso verso la parità è ancora lungo.

Che cosa vuol dire per te essere Donna? Donne discriminate e/o umilite

Che cosa vuol dire per te essere Donna?

Purtroppo la cosa peggiore che ancora manca a noi donne è la connessione con noi stesse. Ci hanno insegnato che l’uomo deve sempre mostrare forza e superiorità e la donna deve sempre essere condiscendente, conciliante, disponibile, docile: questo non ha portato niente di buono né all’uomo né alla donna. Sono tante le donne che emulano il potere maschile per farsi strada in campi come la politica: cipiglio sempre più incazzato, pugno di ferro, vecchi mantra ormai fuori dalla storia urlati a loop, tipo “Dio patria famiglia”, oppure, donne semplicemente finte, manipolatrici, pronte a mostrare la vera faccia solo quando ti stanno pugnalando alla schiena (ecco due esempi di quelle che io chiamo Donne-uomo).

Così come sono tante le donne che trovano lavori importanti e molto ben retribuiti succhiando il sangue dell’uomo, in quanto mogli, figlie o amanti di uomini di potere (le classiche Donne-vampiro). E allo stesso tempo sono molte le donne che vivono chiuse e perse dentro a realtà orribili, e non credono più che esista una via di fuga (loro sono le Donne-vittima).

In questo biblio-trip incontreremo tanti tipi di Donna, brevi immagini prese dal teatro, da libri, da lettere, da serie tv, tramite monologhi, dialoghi, riflessioni. Ognuna può rappresentare una delle tante risposte alla domanda da mille risposte: “Che cosa vuol dire per te essere donna?”

Donne e Lupi

Che cosa vuol dire per te essere Donna? Donne e Lupi

“I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso, e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell’arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieri e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate, tormentate e falsamente accusate di essere voraci ed erratiche, tremendamente aggressive, di valore ben inferiore a quello dei loro detrattori. Sono state il bersaglio di coloro che vorrebbero ripulire non soltanto i territori selvaggi ma anche i luoghi selvaggi della psiche, soffocando l’istintuale al punto da non lasciarne traccia. La rapacità nei confronti dei lupi e delle donne da parte di coloro che non sanno comprenderli è incredibilmente simile.”

(da "Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estès)

La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio

“La mia notte è senza luna. La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. La mia notte è lunga e sembra tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore. La mia notte mi risponde: vuoto; la mia notte mi dà freddo e solitudine.

Cerco un punto di contatto: la tua pelle. Dove sei? Dove sei?

Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie. Non è possibile che tu non sia qui.

La mia mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere.

Il mio corpo ti vorrebbe.

Il mio corpo, quest’area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità.

La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio.”

(da una lettera di Frida Kahlo a Diego Rivera)

Che cosa vuol dire per te essere Donna? Clitennestra

he cos vuol dire per te essere Donna? Clitennestra uccide Agamennone
Clitennestra uccide Agamennone

Lento, si spalanca il portale della reggia. Dentro, tre figure. Riverso in una conca lucente, avvolto in un largo drappo chiazzato di sangue, il corpo di Agamennone. Accanto, abbattuta, Cassandra. Li sovrasta – l’arma è ancora in mano – Clitennestra, superba.

Clitennestra:

In passato molte parole ho detto sfruttando un’occasione: ora, non avrò scrupoli a smentirle. Come può, uno, tramando ostili colpi a gente ostile che si presenta con la faccia amica, gettare rete di sventura, altezza che nessun balzo varca? Da troppo tempo non mi usciva dalla mente questa gara di morte. Ora il premio della lotta, la vittoria: tardi, ma alla fine è giunta! Qui mi ergo, dove vibrai l’arma, dove ho saldato il mio impegno. Ho agito, ho avuto successo, non voglio celarlo: né scampo per lui, né riparo al colpo fatale. Un volo di rete, inestricabile – come a una mattanza – e lo ingabbio, sfarzo doloroso di stoffe. Io due squarci. Due rantoli, lui, fascio di membra snervate, lì al suolo. È steso. Un terzo colpo gli assesto. Grato ossequio a Zeus dell’abisso, patrono dei morti. Sfoga l’anima crollando – una boccata precipitosa di sangue e spira. Mi schizza di fosche stille – velo di rugiada scarlatta che mi fa lieta, come la semente del grano, quando nel pieno sbocciare dei chicchi s’ingemma del rorido dono del cielo. Questi gli eventi, degna nobiltà di Argo. Esultate se vi piace. Io me ne glorio. Se mai fosse buon momento per libare su un ucciso, ora sarebbe giusto, legittimo, anzi. Quest’uomo ha colmato il calice di troppi crimini, qui nella reggia: al suo ritorno gli è toccato svuotarlo.

Coro:

Ci scuote la tua lingua sfacciata, questa voce superba contro lo sposo.

Clitennestra:

Mi state saggiando: quella donna insensata, pensate. Io però con cuore immoto mi rivolgo a gente che intende. Tu mi assecondi, sei disposto? Mi critichi? È lo stesso. Ecco Agamennone, sì mio marito. Morto. Colpo di questa abile mano, autrice di vendetta. Questi i fatti.                                                                                                                                     

Coro str. I:

Regina, che tossico frutto della zolla inghiottisti, che filtro stillato dall’onda salmastra per commettere l’assassinio? Per spezzare, troncare l’imprecazione che sale dal paese? Sarai fuorilegge, sotto un carico d’astio ti schiaccerà la tua gente.

Clitennestra:

 Adesso tocca a me fuggire il paese, affrontare l’astio, la pubblica esecrazione: così così tu ora sentenzi. Non facesti contrasto in passato a quest’uomo. Lui, senza scrupolo – non conta la morte di un’agnella, quando il pascolo trabocca di mandrie ricciute – immolò la sua figlia, frutto doloroso e adorato del mio parto. Doveva affascinare, in Tracia, il calo di vento. A lui no, non toccava l’espulsione da questo paese, a fargli scontare il crimine osceno. Alle mie azioni, invece, tendi le orecchie, e ti fai giudice senza pietà. Ora ascolta. Limita le minacce, potrai darmi ordini, ma solo piegandomi con le tue mani: io, per me, sono pronta, da pari a pari. Régolati. Certo, se dio decide l’opposto, apprenderai la dura lezione di un tardivo equilibrio di mente.

Coro ant. I:

Sei spavalda di cuore e alzi la voce arrogante. Delira il tuo spirito per il cruento colpo di fortuna. Ombra fosca di sangue – la vedo – ti scintilla negli occhi. Hai vuoto d’amore, intorno: devi espiare il colpo con colpo di risarcimento.

Clitennestra:

E tu considera la santa base dei miei giuramenti: su Equità che rese giustizia a mia figlia, su Perdizione punitrice divina, su Erinni cui dedico quest’uomo scannato, mai varcherà la mia soglia il brivido della paura…

(da “Agamennone” di Eschilo)

Dimmi cosa cazzo fare, Padre

“Fleabag” serie TV

“Qualcuno che mi dica cosa indossare ogni mattina.

Voglio qualcuno che mi dica cosa mangiare, cosa amare, cosa odiare, per cosa arrabbiarmi, cosa ascoltare, quale band seguire, quali biglietti comprare, su cosa scherzare, su cosa non scherzare. Voglio che qualcuno mi dica in cosa credere, per chi votare, chi amare e come dirglielo.

Io voglio che qualcuno mi dica come devo vivere la mia vita, perché finora ho sbagliato tutto.

Per questo molti cercano persone come te nella vita.

Perché tu dici loro come vivere.

Dici loro cosa fare e cosa otterranno alla fine.

E anche se non credo alle tue stronzate, e so che scientificamente niente di ciò che farò, farà la differenza, ho paura lo stesso! Perché ho paura lo stesso?

Quindi dimmi cosa fare. Dimmi cosa cazzo fare, Padre.”

(da Fleabag, serie TV britannica)

Che cosa vuol dire per te essere Donna?La Marchesa de Merteuil

“Le Relazioni Pericolose”

“Non avevo scelta, sono una donna. Le donne sono obbligate ad essere molto più abili degli uomini. Potete guastarci la reputazione e la vita solo con poche parole ben scelte, quindi è chiaro che io non ho dovuto inventare solo me stessa , ma espedienti  di fuga cui nessuno aveva mai pensato e ci sono riuscita perché   io ho sempre saputo di essere nata per dominare il vostro sesso e per vendicare il mio.”

“Si, ma in che modo mi domando”

“Quando feci l’ingresso in società avevo 15 anni e io già sapevo che il ruolo a cui ero condannata, vale dire stare zitta e obbedire ciecamente, mi dava l’opportunità ideale di ascoltare e osservare, non quello che mi dicevano che non era di alcun interesse, ma tutto quello che la gente cercava di nascondere ed ho esercitato il distacco. Imparai a sembrare allegra mentre sotto la tavola mi piantavo la forchetta nel palmo della mano e finii per diventare una virtuosa nell’inganno.

Non era il piacere che cercavo, era la conoscenza e consultavo i più rigidi moralisti per la scienza dell’apparire, i filosofi per sapere cosa pensare e i romanzieri per capire come cavarmela. E alla fine io ho distillato il tutto in un principio meravigliosamente semplice: VINCERE o MORIRE.”

“Così siete infallibile, vero?”

“Se io voglio un uomo è già mio, se ha qualcosa da dire, si accorge che non può e tutta la storia è qui.”

(da film tratto da "Le Relazioni Pericolose" di Laclos)

Dondolala via

“Dondolo” monologo di Samuel Beckett interpretato da Piera degli Esposti

Fate buon viaggio

“Certo che è faticoso essere una donna. Paure, vincoli, imperativo del silenzio, richiami a un ordine che ha fatto il suo tempo, tripudio di limitazioni imbecilli e sterili. Sempre delle estranee, a sobbarcarsi il lavoro sporco e fornire la materia prima tenendo il profilo basso…Ma in confronto a quello che significa essere un uomo sembra un gioco da ragazzi… Perché alla fin fine non siamo noi le più terrorizzate, e neanche le più disarmate o impedite.

 Il sesso della sopportazione, del coraggio, della resistenza è sempre stato il nostro.

Non che abbiamo avuto scelta, sia chiaro.

Il coraggio vero. Confrontarsi con ciò che è nuovo. Possibile. Migliore. Crisi del lavoro?

Crisi della famiglia? Buone notizie.

Che automaticamente rimettono in discussione la virilità. Altra buona notizia. Ne abbiamo fin sopra i capelli di queste stronzate.

Il femminismo è una rivoluzione, non una riorganizzazione delle indicazioni di marketing, non una vaga promozione della fellatio o dello scambismo, non si tratta soltanto di migliorare gli stipendi integrativi. Il femminismo è un’avventura collettiva, per le donne, per gli uomini e per gli altri. Una rivoluzione, ben avviata. Una visione del mondo, una scelta. Non si tratta di opporre i piccoli vantaggi delle donne alle piccole conquiste degli uomini, ma di far saltare tutto.

E con questo, ciao ragazze, fate buon viaggio…”

(da King Kong Theory, libro di Virginie Despentes)

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

UOMINI CHE ODIANO I LUPI

Uomini che odiano i lupi: lupo grigio

Gli uomini che odiano i lupi sono tanti, proprio come gli uomini che odiano le donne, e nonostante i lupi siano diminuiti in modo tristemente notevole su tutta la superficie terrestre, l’odio di questi uomini non diminuisce, anzi, se possibile aumenta. In alcuni luoghi della Terra il lupo è completamente estinto e in altre zone, come l’Italia, per scongiurare l’estinzione ormai prossima sono nati progetti di reinserimento del lupo nella fauna dei principali parchi nazionali, non solo perché il lupo è un animale meraviglioso che appartiene al nostro Paese, ma anche perché è fondamentale per mantenere stabile l’ecosistema. Basta informarsi sulla cascata trofica avvenuta a Yellowstone, USA, in seguito all’estinzione dei lupi per capire come siano importanti. Attualmente si contano circa 3300 lupi in tutto il territorio nazionale, ma si calcola che ogni anno siano almeno 300-400 i lupi che vengono massacrati dall’uomo.

Uomini che odiano i lupi: cucciolo di lupo grigio
Uomini che odiano i lupi: cucciolo di lupo

Chi sono dunque gli uomini che odiano i lupi? Nessun animale, come il lupo, è simbolo della natura selvaggia, della bellezza, della libertà, della magia, della socialità, delle culture antichissime di quasi tutto il mondo. Gli uomini che odiano i lupi non a caso odiano tutto ciò che non è “loro proprietà” e non potrà esserlo mai, come la natura, la bellezza, la cultura.

UOMINI CHE ODIANO I LUPI: LUPI MASSACRATI IN ITALIA NEGLI ULTIMI ANNI

Questi che seguono sono solo alcuni esempi, particolarmente significativi per ferocia e meschinità, presi dai tanti episodi di lupi massacrati di recente dall’uomo in Italia.

2017: Coriano, provincia di Rimini, lupo appeso alla fermata dell’autobus dopo essere stato seviziato con un forcone e ucciso fracassandogli il cranio.

Uomini che uccidono i lupi: Coriano, Rimini, lupo ucciso e appeso a fermata bus
Coriano, Rimini: lupo ucciso e appeso alla fermata dell’autobus

2017: Pitigliano, provincia di Grosseto, lupo decapitato e con la coda mozzata abbandonato in mezzo alla strada.

2017: Pergola, provincia di Pesaro, lupo decapitato e abbandonato in uno spartitraffico.

Uomini che odiano i lupi: Pergola, Pesaro, lupo decapitato
Pergola, Pesaro: lupo decapitato abbandonato in uno spartitraffico

2017: Rocca Priora, provincia di Roma, lupo inchiodato per una zampa ad un palo ed esposto sotto il portale di ingresso al paese.

2017: Parco nazionale d’Abruzzo, zona Opi, cinque cuccioli di lupo, nati da meno di un mese, ritrovati uccisi, probabilmente avvelenati o soffocati.

2020: Marcellinara, provincia di Catanzaro, lupo avvelenato e poi impiccato al cartello di entrata del paese

Uomini che odiano i lupi: Marcellinara, CZ, lupo avvelenato e appeso al cartello del paese
Uomini che odiano i lupi: Marcellinara, Catanzaro, lupo avvelenato e appeso all’entrata del paese

2022 Provincia di Ancona, tre lupi ritrovati nelle campagne marchigiane, uccisi uno al laccio, uno colpito da un proiettile, il terzo avvelenato. Due lupi erano dotati di radiocollare.

2022: Caprara, al centro di Monte Sole, nel Parco dell’Emilia orientale, un intero branco di lupi è stato eliminato per avvelenamento tramite pesticidi pericolosissimi, il Brodifacoum e il Bromadiolone, che sono però liberamente in vendita e facilmente acquistabili. Il responsabile dell’area Ambiente dell’Ente Parco Emilia Orientale, David Bianco ha detto “È un fatto gravissimo, anche perché a Monte Sole non ci sono pecore o altri allevamenti, e i lupi vivono in equilibrio, senza creare problemi”.

2022: Valchiavenna, provincia di Sondrio, un lupo è stato ucciso, decapitato e la sua testa attaccata a un cartello stradale con – in aggiunta – un foglio con su scritto “I professori parlano, gli ignoranti sparano”

Uomini che odiano i lupi: provincia di Sondrio, lupo decapitato e testa appesa con scritta "Gli ignoranti sparano"
Sondrio: lupo decapitato e la testa appesa a cartello stradale insieme a scritta

GLI IGNORANTI SPARANO

I criminali che hanno ucciso e decapitato poche settimane fa un lupo a Sondrio una cosa giusta l’hanno detta: “Gli ignoranti sparano”. Infatti, nel secondo millennio d.C. tutti quelli che considerano ancora la caccia uno sport e si divertono ad andare a sparare a piccole creature come uccelli e lepri con fucili potentissimi, hanno di sicuro una cosa in comune: l’ignoranza e la ferocia. Per quanto riguarda il lupo dobbiamo ricordare che in Italia è una specie protetta rigorosamente dalla legge e chi gli fa del male o lo uccide rischia fino a tre anni di carcere (purtroppo solo in teoria). Eppure, gli assassini di lupi di Sondrio sono orgogliosi della propria ignoranza e se ne vantano. Questa è una novità molto triste che va però a braccetto col percorso che sta facendo il mondo. Potremmo aggiungere che, in Italia di sicuro “gli ignoranti vengono eletti in Parlamento”, che “gli ignoranti governano”, che spesso “gli ignoranti fanno i giornalisti”, che ancora più spesso “gli ignoranti fanno ottime carriere” e anche che “gli ignoranti sono una razza trasversale, sia politicamente che socialmente: si va dal coatto al radical chic, dall’uomo di estrema destra a quello che si dichiara moderato”. Il nostro mondo, ormai, è un mondo dove solo nascere in una famiglia ricca e potente può garantirti una vita decente. Se non sei ricco ma sei ignorante e feroce, privo di ogni scrupolo, avrai comunque delle opportunità da poter sfruttare.

UOMINI CHE ODIANO I LUPI: IL CULTO DEL LUPO NEI MILLENNI

I nativi d’America hanno sempre ritenuto che l’osservazione attenta dei lupi e dei loro comportamenti ci possa aiutare a guarire interiormente: da qui il termine “la medicina del lupo”, che è di base una medicina dell’anima. Ti aiuta a immagazzinare forza interiore con cui affrontare le sfide che incontrerai nella vita. Il lupo, non a caso, è sempre stato considerato un animale sacro dai nativi d’America.

Uomini che odiano i lupi: disegno di lupi e nativi d'America
Lupi e Nativi d’America

Il lupo è al centro anche degli antichi miti norreni: i suoi occhi sono molto luminosi di notte e questo fa sì che rappresenti la Luce Primordiale.

Nell’antica mitologia greca, l’aurora veniva chiamata anche “lykauges”, ovvero “luce dei lupi”, perché grazie al loro tapetum lucidum, strato riflettente a forma di mezzaluna situato dietro la retina, riescono a vedere anche al buio.

In Siberia il lupo rappresenta la fecondità, per i turchi e i mongoli è l’antenato del conquistatore Gengis Khan: il lupo celeste è il compagno della cerva bianca, che rappresenta la terra da cui nascono eroi e famosi guerrieri, mentre il lupo bianco, Fenrir fu associato, negli antichi miti nordici al dio della vittoria Tyr, ed alla di lui runa Taiwaz, ma anche al Dio Apollo presso le antiche popolazioni greche e romane. In greco antico lupo si diceva “lukos”, e “lukios” era uno degli appellativi di Apollo, come luke, lux, luceo, liceo, tutti riferimenti al lupo, animale a lui sacro, e alla terra di Licia, la regione nella quale era nato Apollo. Il bosco sacro che circondava il tempio di Apollo era inoltre chiamato lukaion, ovvero regno del lupo; Aristotele vi teneva le sue lezioni: da qui l’origine della parola liceo. Sembra ovvio che un animale sacro che ha dato il nome a un’istituzione creata per la conoscenza come il liceo non possa essere amato da chi è fiero della propria ignoranza.

Uomini che odiano i lupi: lo splendido lupo bianco
Uomini che odiano i lupi: il lupo bianco

Nei musei di Perugia e Volterra sono conservati dei vasi funerari etruschi raffiguranti il lupo che si affaccia dalla caverna in comunicazione con l’altro mondo. Infatti anche il lupo era visto come una delle creature che sorvegliano l’entrata del mondo dei morti e le sue fauci simboleggiavano l’antro dell’aldilà, da cui una volta entrati non si fa più ritorno.

Antico mascherone in bronzo con faccia di lupo per fontana: Capua, Eboli
Antico mascherone in bronzo per fontana raffigurante lupo ritrovato a Capua, Eboli

Da “IL PATIBOLO” di AJTMATOV, SCRITTORE KIRGHISO, 1986

“Ma ecco il cielo tuonare: di nuovo gli elicotteri. Questa volta volarono bassi e minacciosi sopra i gruppi di antilopi. Tutto avvenne in maniera brusca e imprevedibile, alcune centinaia di antilopi impazzite si abbandonarono al panico totale non avendo resistenza alcuna da opporre ai motori dell’aviazione. Era proprio ciò che gli elicotteri si proponevano. Schiacciando a terra la mandria in fuga e superandola la costringevano a scontrarsi con un’altra e poi un’altra e un’altra coinvolgendo così in questo finimondo masse sterminate di abitanti della savana. E non solo di antilopi ma anche di lupi.

Akbara e i suoi fuggirono a rotta di collo alla ricerca di un rifugio sicuro. Ma era destino che non lo trovassero. I lupi si trovarono mischiati a quel torrente largo e turbinoso che incalzava. Si trovavano ora imprigionati in quella grande fuga generale, incredibile e inverosimile… Più di una volta Akbara aveva cercato di uscire da quel torrente, ma invano, ogni volta rischiava di essere travolta da centinaia di antilopi. Nel rabbioso, mortale galoppo, la famiglia di lupi si teneva ancora unita e Akbara riusciva a controllarli tutti. Vedeva che i suoi figli acceleravano, strabuzzavano gli occhi per lo spavento… Preferita fu la prima a crollare. Cadde travolta da migliaia di zampe. Il suo grido fu coperto all’istante dallo scalpitare di una mandria di zoccoli…”

IL FUTURO DEL LUPO E DEL MONDO

Credo che il futuro del lupo non sia roseo, purtroppo: l’essere umano aumenta in numero, in avidità e in ignoranza. L’essere umano, poi, è anche così stupido da non riuscire a comprendere perché mai la fine del lupo dovrebbe essere connessa alla fine dell’uomo. Ancora una volta: se il mondo non cambia subito e prepotentemente direzione, la nostra vita diventerà sempre più triste, priva di senso e di futuro.

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