Philip K. Dick e Barbie

Nel titolo “Philip K.Dick e Barbie” mi riferisco proprio a Lei, la Barbie bambola nata biondissima con occhi azzurri e ben presto raggiunta da un piccolo esercito di sorelle uguali ma con colori diversi: Barbie dai capelli platino, bruni, rossi, Barbie afro e asiatiche. E poi, la Barbie maschio, cioè Ken, il bellissimo Ken, eterno fidanzato di Barbie. La data di nascita di Barbie è il 1961, e considerando il miliardo di bambole vendute da allora ad oggi, 2023, possiamo senz’altro dichiararla Sua Maestà la Regina delle Bambole.

Philip K. Dick e Barbie: la classica Barbie bionda
La tipica Barbie bionda

Philip K. Dick e Barbie

Ma la domanda che rimane è: che cosa aveva a che fare Dick con Barbie? Un colpo di fulmine, una cartolina dal giardino dell’Eden, una sorta di epifania che gli aveva mostrato con chiarezza come la figura sexy e il visetto innocuo di un gruppo di bambole diverse solo nei vestiti erano forse l’altra faccia del Male, ben mimetizzato… Di sicuro era qualcosa di così potente da ispirargli la creazione di uno fra i suoi racconti più belli (I giorni di Perky Pat) seguìto da quello che oggi chiameremmo uno “spin off” estrapolato da Perky Pat, e nello specifico “Le tre stimmate di Palmer Eldritch”, romanzo allucinato e indimenticabile.

Da Barbie a Perky Pat

“… Suo padre e sua madre, intanto, lo disturbavano discutendo rumorosamente con i Morrison dall’altra parte del tramezzo. Giocavano di nuovo a Perky Pat. Come sempre.

Quante volte avrebbero oggi ripetuto quello stupido gioco? Si domandò Timothy. Infinite, probabilmente… E non erano gli unici: aveva sentito dire dagli altri ragazzi, del suo pozzo e di altri, che anche i loro genitori trascorrevano la maggior parte della giornata giocando a Perky Pat, e talvolta andavano avanti fino a notte inoltrata.

… No, nessun carrello – obbiettò la signora Morrison – È sbagliato. Lei dà la sua lista al droghiere e pensa a tutto lui.

Questo succede solo nei piccoli negozi del quartiere – spiegò sua madre – Ma questo è un supermercato, si capisce dall’occhio elettronico alla porta.

Io sono sicura che tutte le drogherie avevano l’occhio elettronico alla porta – insistette ostinata la signora Morrison…

Vadano tutti a quel paese, pensò Timothy, usando l’espressione più forte conosciuta da lui e dai suoi amici. E poi, che diavolo era un supermercato?

(da “I giorni di Perky Pat” di P.K. Dick)

Philip K. Dick e Barbie: la prima Barbie creata nel 1961
La prima Barbie creata nel 1961

Philip K. Dick e Perky Pat

 Lo stesso Dick ci racconta come fosse la sua vita nel 1963, con la prima di cinque mogli e quattro figlie:

“L’idea di Perky Pat si è presentata alla mia mente quando ho visto le mie figlie giocare con le Barbie. Chiaramente quelle bambole dall’anatomia iper-sviluppata non avrebbero dovute esser create per i bambini. Barbie e Ken erano due adulti in miniatura, a cui bisognava comprare abiti nuovi all’infinito perché continuassero a vivere nel lusso a cui erano abituati. Ebbi visioni di Barbie che pretendeva pellicce di visone; avevo paura che mia moglie mi trovasse con Barbie e mi sparasse. Avevo a che fare di continuo con lei e i suoi costosi acquisti, e ho sempre pensato che almeno Ken avrebbe dovuto comperarsi i vestiti con i suoi soldi.”

I primi anni ’60 furono forse il periodo più prolifico letterariamente parlando per Dick. La moglie lo costrinse ad andare a lavorare fuori casa, e lui affittò una specie di baracca in campagna a 25 dollari al mese, dove si distraeva ascoltando il campanaccio delle pecore e sentiva la mancanza delle figlie. Avrebbe tanto voluto veder apparire dalla porta Barbie, ma invece la sua immaginazione infinita e fortemente contagiata dall’angoscia creò Palmer Eldritch

Philip K.Dick e Barbie
Philip K. Dick

La faccia metallica di Palmer Eldritch 

“Un giorno camminavo sulla stradina di campagna, diretto alla mia baracca, con la prospettiva di scrivere per otto ore. Alzai gli occhi al cielo e vidi una faccia. Non la vidi realmente, però c’era, e non era una faccia umana; era un immenso volto che esprimeva la perfetta malvagità. Era immensa; riempiva un quarto di cielo. Aveva scanalature vuote al posto degli occhi. Era metallica e crudele e, cosa peggiore di tutte, era Dio.”

Dick continuò spiegando che Perky Pat rappresentava la seduzione femminile, l’eterno femminino, e quindi nasceva dal desiderio, mentre Palmer Eldritch nasceva dalla paura provata da bambino quando il padre abbandonò lui e sua madre: di conseguenza emergeva dall’angoscia più profonda. Ma Dick, come i grandi scrittori, come tutti i geni, è sempre stato umile. In realtà, infatti, c’è molto di più in entrambe le opere.

Philip K. Dick e Barbie: Perky Pat e Palmer Eldritch

Nei giorni di Perky Pat troviamo una Terra post guerra nucleare, soffocata da una temperatura invivibile e un Sole killer. Gli umani che in Perky Pat vivevano ancora su Terra, sia pure in loculi simili a tombe, in Palmer Eldritch vivono su Marte, comunque rinchiusi nei loro buchi-rifugio nel terreno, sempre in fissa col loro gioco, ormai tristemente abituati all’ambiente, reso tale dalle bombe nucleari molto potenti degli extraterrestri che hanno vinto la guerra contro gli umani. Extraterrestri che però continuano a gettare agli umani più disperati pacchi pieni di cibo, di banconote e di roba tecnologica, utile per ricreare e ricostruire, infatti sono chiamati “benefattori” dalla gente dei rifugi sottoterra; gli umani, però, smontano tutto ciò che è tecnologia e lo utilizzano per giocare a Perky Pat, creare cancelli elettrici con telecomando, macchine sportive ed elettrodomestici, cucire abiti, e rendere sempre più perfette le loro “composizioni”, ovvero il piccolo meraviglioso mondo della capricciosa bambola e del suo fidanzato, il tutto in una via di mezzo fra un’anticipazione dei giochi di ruolo e il classico, antico gioco infantile con le bambole.

L’atmosfera di Perky Pat è triste, squallida, insensata, ma il feeling che regna in Palmer Eldritch, dove in parte ritroviamo alcuni dei personaggi di Perky Pat, è molto peggio. C’è solo violenza, sopraffazione, e l’unica speranza di un domani migliore è affidata alla droga. Il gioco con le bambole continua, ma il gioco da solo ormai non basta più. Il divertimento è affidato a una droga, il Can-D (Candy, caramella) grazie a cui gli umani credono davvero di essere Perky Pat e fidanzato e di vivere una vita normale su un pianeta normale nei panni di giovani belli e pieni di soldi. In questo modo gli umani veramente ricchi che vivono su altri pianeti ancora abitabili riescono a spremere anche i poveri abitatori di tunnel polverosi.

Ben presto scoppia una sorta di guerra fra i due principali capitalisti-spacciatori: da una parte quelli che vendono il Can-D e creano tutto ciò che può servire a Perky Pat; dall’altra c’è Palmer Eldritch che insieme ad una nuova bambola spaccia una droga tanto pazzesca quanto pericolosa, il Chew-Z (Chewzy, gommosa). La differenza fra i due stupefacenti è fondamentale: il Chew-Z è quella che chiamano una droga “di traslazione”, ovvero una droga che “ti riporta” in qualsiasi parte del tuo passato tu abbia vissuto qualcosa di importante che non sei riuscito a concludere, o ti fa incontrare qualcuno di molto importante che hai perso, qualcuno che vuoi assolutamente rivedere perché non hai possibilità di farlo nella realtà. Traslazione che ti porta ad un’astinenza terribile e che, allo stesso tempo, dà senso a una vita fatta di nulla. Un senso finto a cui però nessuno riesce a resistere.

Philip K. Dick e Barbie: Barbie e Ken
Philip K. Dick e Barbie: Barbie e Ken

Palmer Eldritch, un Dio uscito dall’Inferno

Passare ad una droga diabolica tramite una bambola Barbie, ecco qualcosa che solo la mente di Dick, geniale e abituata agli specchi dell’inferno, avrebbe potuto immaginare.

“Mi hai svegliato – disse a Anne, rendendosi conto di quello che lei aveva fatto; provò un enorme, rabbioso disappunto. In ogni caso, la traslazione per il momento era finita, ed era tutto…

“È stato bello? – chiese Anne, comprensiva. Toccò la tuta di lui- è venuto a far visita anche al nostro rifugio. L’ho comprato. Quell’uomo con quei denti e quegli occhi strani”

“Eldritch, o un suo simulacro – gli dolevano le giunture, come se fosse stato seduto sulle gambe per ore, ma vide che al massimo era passato un minuto – Eldritch è dappertutto – disse ad Anne – Dammi il tuo Chew-Z – le disse.”

“No.”

Lui si strinse nelle spalle, nascondendo il disappunto, l’acuto effetto fisico dell’astinenza…

“Dimmi com’è” disse Anne.

Barney disse: È un mondo illusorio nel quale Eldritch occupa le posizioni-chiave, come una divinità; ti offre la possibilità di fare quello che in realtà è impossibile: ricostruire il passato come avrebbe dovuto essere. Ma è difficile anche per lui. Ci vuole tempo” Quindi tacque; rimase seduto a strofinarsi la fronte dolorante.

“Vuoi dire che non si può, come nei sogni, allungare la mano e prendere ciò che si vuole?”

“È assolutamente diverso dal sogno – era peggio, si rese conto – più che altro una specie di inferno – pensò – Sì, è così che dev’essere l’inferno: ripetitivo e inesorabile”…”

(da “Le tre stimmate di Palmer Eldritch” di P.K.Dick) 

   

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     

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